Ultime notizie
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
IL DRAMMA DEGLI ENGLARO

Eluana, il caso va alla Corte europea
Papà Beppino: "Non parlo più..."

I giudici di Strasburgo hanno deciso di aprire un fascicolo dopo il ricorso di 34 associazioni ma senza applicare la procedura d'urgenza. Il Css: "E' eutanasia"

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Eluana Englaro (foto Ap/LaPresse)  ROMA, 20 novembre 2008 - Dopo il ricorso inviato da 34 associazioni, la Corte Europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo ha deciso di aprire un fascicolo sul caso di Eluana Englaro.

Non si parla ancora formalmente di accoglimento del ricorso,  ma la procedura ha cominciato il suo iter, e al momento il ricorso non è stato respinto, e questo apre potenzialmente la strada ad una discussione nel merito, sempre che la Corte decidesse di accoglierlo.


Ad annunciarlo è Rosaria Elefante, l'avvocato che cura l’azione promossa dalle associazioni. Strasburgo non ha pero’ ritenuto di applicare la regola 39 e cioe’ quella relativa alla procedura d’urgenza, ma ha scelto di seguire la via ordinaria.
’’Il ricorso - fa sapere il legale - porta il numero 55185/08. Ora chiederemo la fissazione il prima possibile di un’udienza per discutere nel merito e una comunicazione ufficiale da parte di Strasburgo sul caso al governo italiano’’

 

PAPA' BEPPINO

"Prendo solo atto di quest’altro ostacolo, io ho agito con grande limpidezza, loro stanno facendo di tutto per ostacolare quello che e’ stato deciso’’, è la reazione sconsolata di Beppino Englaro, il padre di Eluana, la donna in stato vegetativo da quasi 17 anni, commentando la decisione della corte europea di Strasburgo.
’’Noi abbiamo un decreto che e’ attuabile - ha aggiunto - loro le stanno provando tutte ma credo che da punto di vista umano io non ho piu’ nulla da dire’’.

E tale è l'amarezza del padre di Eluana che, dopo queste parole a caldo, decide di non parlare più:  “Sono in assoluto silenzio stampa”.
 

 

LA RACCOLTA DI FIRME

Intanto stamattina a Roma, in Piazza San Lorenzo in Lucina è iniziata la raccolta di firme per la petizione europea ‘Per la vita e la dignità dell’uomo’ promossa dal Movimento per la Vita. I primi a sottoscrivere la petizione sono stati il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, il presidente dei Senatori dell’Udc Gianpiero D’Alia, il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e la senatrice del Pdl Laura Bianconi.


”La sentenza della Cassazione su Eluana Englaro - sostengono Cesa e D’Alia - ha scosso fortemente le coscienze degli italiani. Il Parlamento deve assumersi la responsabilità di dare un indirizzo legislativo che eviti il ‘far-west’ cui oggi assistiamo. Servono da subito norme chiare per l’accompagnamento del malato terminale alla fine della vita”.

 

IL CSS: E' EUTANASIA

E sul caso scende in campo anche il Consiglio Superiore di Sanità: "Eluana non muore della patologia da cui e’ affetta ma di fame e di sete - commenta il presidente Franco Cuccurulloin un'intervista ad Avvenire -  Anzi, viene fatta morire, quindi si tratta di eutanasia’’. 


Cucurullo afferma di non condividere, pur rispettandole, le decisioni della magistratura. ‘’Ho grande rammarico e perplessita’ di fronte a questa sentenza - dice - penso che si apra una deriva pericolosa per le persone incapaci’’. Infatti, spiega il rettore dell’Universita’ di Chieti, ‘’c’e’ una forte spinta vitale in Eluana, tanto che per fermarla occorre sospendere idratazione e alimentazione’’. E si domanda: ‘’Cosa c’e’ di diverso dall’eutanasia o dall’omicidio?’’.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web

video in primo piano