Ultime notizie
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
LA SENTENZA

Giudice federale ordina il rilascio
di 5 detenuti algerini da Guantanamo

Il giudice, Richard Leon, ha ordinato al governo americano di percorrere tutti i passi diplomatici necessari ad agevolare il loro "immediato rilascio" poiché non in possesso di alcuna prova contro di loro. I cinque sono detenuti da 7 anni. La Casa Bianca ha espresso disappunto

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Un detenuto a Guantanamo (Ap/Lapresse) Washington, 21 novembre 2008 - Un giudice federale di Washington ha ordinato il rilascio di cinque algerini imprigionati da 7 anni nel carcere di Guantanamo, valutando "illegale" la loro detenzione. Dopo il loro arresto in Bosnia nell’ottobre del 2001 e il trasferimento l’anno successivo a Guantanamo come "nemici combattenti", il presidente americano, George W. Bush sostenne che i 5 insieme a un altro algerino, stessero progettando un attacco all’ambasciata americana di Sarajevo.

Il giudice, Richard Leon, ha ordinato al governo americano di percorrere tutti i passi diplomatici necessari ad agevolare il loro "immediato rilascio" poichè non in possesso di alcuna prova contro di loro. Leon ha tuttavia respinto la richiesta del sesto cittadino algerino poichè il governo ha provveduto a fornire alcune prove circa il suo progetto di procurarsi armi in Afghanistan da usare contro l’esercito statunitense.

Secondo la Fox News, il Dipartimento di giustizia ha tuttavia in programma di fare ricorso alla sentenza della Corte federale di Washington. Ci sono attualmente 255 detenuti nel carcere di Guantanamo, istituito dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre per detenere i sospettati di terrorismo: molti di loro sono stati lì per anni senza aver subito alcun processo e denunciando abusi e maltrattamenti. Il presidente eletto, Barack Obama, ne ha promesso la chiusura dopo il suo insediamento alla Casa Bianca.

La Casa Bianca ha espresso disappunto per la sentenza del tribunale federale di Washington. "Siamo in disaccordo con la decisione della corte, secondo cui non abbiamo prodotto sufficienti prove" che giustifichino la detenzione, ha affermato il portavoce, Tony Fratto, il quale ha annunciato che il dipartimento di Giustizia farà ricorso alla Corte suprema. Fratto si è detto soddisfatto dalla decisione del tribunale di respingere l’appello di un sesto algerino, di cui esistono le prove di legami con al Qaeda.










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web

video in primo piano