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Curzi, così lo ricordano amici e avversari

    

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sandro curzi (Ap / Lapresse) Roma, 22 novembre  - La scomparsa di Sandro Curzi, dopo lunga malattia, ha sollevato moltissime reazioni. Vediamo

 

 NAPOLITANO: IN LUI SCHIETTA PASSIONE POLITICA

  “La notizia della scomparsa di Sandro Curzi mi colpisce e addolora. E’ stato uomo di schietta passione politica e di sempre viva non comune cordialita’ umana”, scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di cordoglio alla famiglia. “Le aspre polemiche che lo coinvolsero nel periodo della sua massima responsabilita’ giornalistica- ricorda il capo dello Stato- non lo indussero mai ad astiose chiusure, ne’ ad alcuna attenuazione della sua autonomia di giudizio e del suo senso delle istituzioni. Tanto meno ne fu scalfito il suo profondo attaccamento al servizio televisivo pubblico com’e’ testimoniato dal suo impegno negli ultimi tempi. A Bruna Bellonzi e a tutti i familiari- conclude Napolitano- esprimo la mia affettuosa partecipazione e quella di mia moglie Clio nel segno di una antica amicizia”.

 

DI BELLA: SIAMO TUTTI SUOI FIGLI

‘’Siamo tutti figli di Curzi’’: lo dice il direttore del Tg3, Antonio Di Bella, spiegando che l’ex direttore della testata ‘’non solo ha inventato il Tg3 ma ha inventato letteralmente decine di giornalisti’’.
Di Bella, che col Tg3 ricordera’ Curzi con copertina ed editoriale nell’edizione delle 19, dopo i servizi alle 12 e alle 14, ricorda: ‘’io ero a Milano e mi mando’ a New York durante la prima Guerra del Golfo per affiancare Lucio Manisco. Ci ha sempre seguito in modo affettuoso e burbero, come era nel suo carattere. Il modo migliore per onorarlo - conclude Di Bella - e’ cercare di essere all’altezza della sua lezione e del suo carattere. Carattere che sara’ sempre quello del Tg3’’.

 

VELTRONI: UN VECCHIO AMICO

‘’Se ne va con Sandro Curzi un vecchio amico, un giornalista di razza, un uomo coraggioso e ironico che aveva percorso nella sua vita un grande tratto della storia della sinistra italiana’’. Walter Veltroni ricorda cosi’ Sandro Curzi: ‘’Era un uomo appassionato - dice il segretario del Pd - che prendeva di petto le cose con irruenza e capacita’. Veniva da l’Unita’ e Paese Sera e in Rai arrivo’ negli anni della riforma inventando di sana pianta un Tg che era insieme agile, moderno, appassionato e, perche’ no, schierato".

" Gli avversari parlavano di un Tg troppo partigiano, lui non se la prendeva: sapeva di aver messo in campo una redazione giovane, motivata professionalmente e appassionata alle notizie.  Lo ricordiamo con dolore e manchera’ a tutti, non solo a noi. Ci stringiamo alla sua famiglia in questo momento cosi’ difficile’’.

 

D'ALEMA: SI E' BATTUTO PER IL PLURALISM0

“Con dolore apprendo della scomparsa di Sandro Curzi, grande giornalista, che ha contribuito in maniera determinante, con la sua straordinaria professionalita’ e carica di energia, a rinnovare e rilanciare la terza rete Rai alla guida del Tg3” afferma Massimo D’Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei, e aggiunge: “Difensore del servizio pubblico, si e’ battuto per l’indipendenza e il pluralismo dell’informazione.
Mancheranno la sua coerenza e la sua passione civile e politica”.
 

 

ALEMANNO: ADDIO A GRANDE ITALIANO

  “Ho appreso con grande dolore la notizia della morte di Sandro Curzi. Anche per conoscenza personale non posso non avere una grande ammirazione e rispetto per un personaggio profondamente radicato nei valori e nella cultura della sinistra e contemporaneamente aperto al confronto leale con tutti e rispettoso delle altre identità”. Lo si legge in una nota del sindaco di Roma, Gianni Alemanno.


”Un grande italiano - prosegue - che ha saputo servire
le istituzioni e ricoprire posti di elevata responsabilità, senza perdere la sua spontaneità e simpatia umana, la sua autonomia e profondità intellettuale e manifestando sempre una naturale bontà d’animo. Anche per noi di destra ha saputo essere un interlocutore e una persona che non si è mai tirata indietro da un civile confronto e dall’onesta testimonianza”.
”Per questo - conclude Alemanno - oltre al dovere istituzionale e nella convinzione di interpretare il sentimento dei cittadini romani, è anche un onore personale poter accogliere Sandro Curzi nella camera ardente che, facendo seguito anche ad un desiderio della famiglia, sarà allestita da questo pomeriggio in Campidoglio”.

 

FINI: RIGORE E INTELLIGENZA

‘’Ho appreso con autentico dispiacere la notizia della scomparsa di Sandro Curzi, decano del giornalismo italiano, in ogni sua espressione, dalla radio, alla carta stampata, alla televisione. La passione, il rigore e l’intelligenza con la quale ha saputo interpretare, anche con posizioni non convenzionali, i processi ed i cambiamenti della storia nazionale ne fanno un punto di riferimento per quanti considerano la professione giornalistica un servizio alla liberta’ di pensiero e alla democrazia’’. E’ il messaggio di cordoglio del presidente della Camera Gianfranco Fini per la morte di Sandro Curzi.

 

CAPPON: MAESTRO DI GIORNALISMO

"Con la scomparsa di Sandro Curzi l’Italia perde un maestro di giornalismo, una voce critica, lucida, coerente. La Rai perde uno dei suoi protagonisti, un professionista che ha contribuito a fare la storia dell’Azienda che se oggi è ancora un punto di riferimento per gli italiani lo deve anche a lui",  dichiara il direttore generale della Rai, Claudio Cappon.


"Sandro Curzi ha avuto un vero amore per la Rai e ha lavorato per l’Azienda dedicandole fino all’ultimo, tempo e energie con la sua caratteristica e straordinaria passione. Come direttore del Tg3 ha creato e imposto all’attenzione del pubblico un nuovo modo di fare giornalismo televisivo"


GENTILONI: SPIRITO LIBERO

"Con la scomparsa di Sandro Curzi perdiamo un protagonista della democrazia e dell’informazione. Spirito libero, uomo di sinistra, inventore di una bella stagione dell’informazione televisiva, Sandro Curzi mancherà a tutti noi": è il ricordo di Paolo Gentiloni, coordinatore area comunicazione del Pd, ricorda l’ex direttore del Tg3 scomparso questa mattina a Roma.

 

GASPARRI: SINCERO RIMPIANTO

"Sandro Curzi è stato un uomo sanamente di parte. In un’epoca piena di ipocrisie ha sempre scelto un’orgogliosa e convinta appartenenza che non gli ha impedito di rispettare i suoi avversari politici, anche i più distanti dalle sue idee". Lo sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri nel ricordare l’ex direttore del Tg3 morto questa mattina a Roma.


"Anche tra le polemiche -aggiunge Gasparri- ha creato una vera scuola di giornalismo e un moderno approccio nella comunicazione televisiva. Lo ricordo con sincero rimpianto, memore di tante occasioni di confronto pubblico e privato, talvolta aspro, spesso concorde, sempre sincero e ricco di stima reciproca. Ha attraversato una lunga epoca, vivendone dall’interno anche i drammi e le contraddizioni. Ma con grande passione e intelligenza. Requisiti non comuni che hanno fatto di Sandro Curzi un protagonista che ricordo con commozione e amicizia», conclude Maurizio Gasparri.

 

FINOCCHIARO: LA SUA VOCE CI MANCHERA'

"Mi stringo alla famiglia di Sandro Curzi nel dolore per la sua scomparsa. Con lui scompare un grande giornalista, una voce acuta e attenta, un uomo della sinistra", afferma in una nota Anna Finocchiaro, presidente del gruppo PD al Senato, aggiungendo che «la sua passione, la sua capacità critica, la sua professionalità, la sua curiosità dei fatti e della politica, ci hanno accompagnato in questi anni di profonda trasformazione del nostro Paese.

"La sua voce e la sua vitalità - conclude - ci mancheranno e mancheranno a tutti coloro che hanno un senso alto del giornalismo, della politica e della democrazia. Alla sua famiglia giunga il cordoglio mio personale e di tutte le senatrici e i senatori del gruppo del PD a Palazzo Madama".


 

SANTORO: UNA PERSONA RARA

Con Sandro Curzi ‘’se ne va una persona rara’’, dice Michele Santoro che con l’ex direttore del Tg3 ha condiviso tra l’altro l’esperienza storica di ‘Samarcanda’. Ma e’ dagli ultimi giorni di Curzi che parte il ricordo di Santoro: ‘’Mi aveva chiamato dall’ospedale dove era ricoverato - racconta il conduttore di Annozero - dopo una delle mie trasmissioni piu’ riuscite, quella dedicata ai giovani e alla scuola, per farmi i complimenti. Gli avevo chiesto di poter andare a fargli visita, ma ha preferito farmi andare a casa: sono stato da lui il giorno prima dell’ultima puntata di Annozero. La sensazione che ho provato - sottolinea Santoro - e’ stata quella di trovarmi davanti a una persona straordinaria.  ’Michele, stavolta non ce la faro’’, ha detto, ma poi si e’ messo a conversare con me di politica, della Rai, dei temi tipici delle nostre normali chiacchierate, con una allegria incredibile data la situazione’’.
 

 

BONAIUTI: L'HO SEMPRE RISPETTATO

 Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti esprime il suo cordoglio per la morte di Sandro Curzi. "Ho sentito di primo mattino la radio che annunciava la morte di Curzi e sono rimasto malissimo. Ero abituato a vederlo -racconta Bonaiuti- il sabato e la domenica a Fregene perchè pranzavamo nello stesso ristorante, ‘Da Mastinò. Si divertiva a vedere le partite a scopetta tra me e il proprietario del ristorante.
Era un salace commentatore in dialetto romanesco, davvero irresistibile".


"Facevamo lunghe chiacchierate
sempre illuminate dalla sua grande simpatia, dalla sua bonomia e dalla sua intelligenza acutissima. Della sua malattia diceva soltanto: ‘Devo vincere questa battaglià. Purtroppo non ce l’ha fatta. Si discuteva sempre con rispetto reciproco, riconoscendo la validità delle rispettive posizioni. Quando si ha di fronte un’intelligenza come quella di Sandro -conclude Bonaiuti- ci si può intendere sempre, sia pure da opposti schieramenti. Anzi, l’opposizione è stimolo".

 

CASINI: SEPPE ABBATTERE BARRIERE INCOMUNICABILITÀ

“Se ne va con Sandro Curzi un grande professionista e un uomo che ha saputo abbattere le barriere dell’incomunicabilità pur essendo sempre stato opinion leader di parte. Comunista dialogante, intellettuale scomodo, Sandro è stato per molti di noi anche un caro amico”.
Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, apprendendo la notizia della scomparsa del giornalista e consigliere di amministrazione della Rai, da Venezia dove partecipa al convegno su “La nuova America” organizzato dalla Fondazione Liberal.


 

FERRERO: UN PRIVILEGIO LAVORARE CON LUI

"Consideriamo un grande privilegio aver potuto lavorare insieme a lui, al suo amore per il giornalismo e al suo impegno politico, sia nella qualità di direttore che ha dato forza e valore a Liberazione, sia nella qualità di appassionato militante del partito. Alla vedova e ai famigliari esprimo il cordoglio profondo e l’abbraccio pieno d’affetto mio personale e di tutto il Prc». È il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, a ricordare così Curzi, osservando che la sua scomparsa «rappresenta un grande lutto per il giornalismo italiano e un grandissimo dolore per il Prc».
«Viene a mancare - prosegue - una personalità straordinaria per sensibilità, capacità, carisma. Un uomo che ha dedicato la propria esistenza al lavoro di giornalista della carta stampata e radiotelevisivo. Per tutta la vita con la stessa, volitiva energia che lo ha visto sempre protagonista come operatore dell’informazione e direttore di testate, sino all’impegno come consigliere di amministrazione della Rai".


 

DI PIETRO: HA CREDUTO NELLA RAI

‘’Con Sandro Curzi scompare un autorevole professionista dell’informazione, una voce critica, uno spirito libero, un uomo che ha promosso un nuovo giornalismo fatto di inchieste e di coraggio. Ha creduto nel ruolo della Rai come servizio pubblico e si e’ sempre battuto per la difesa dell’autonomia dell’informazione’’. E quanto afferma Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, che esprime a suo nome e a nome di tutto il partito ‘’vicinanza e affetto ai familiari’’.

 


SCHIFANI: NON ERA DOGMATICO

‘’La storia personale di Sandro Curzi ha attraversato la seconda meta’ del Novecento italiano con coerenza, passione politica e profondo attaccamento alla professione, lasciando ai colleghi piu’ giovani un esempio di giornalismo moderno e coraggioso’’. Inizia cosi’ il messaggio di cordoglio che il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha fatto pervenire alla famiglia di Sandro Curzi. Ricordando i prestigiosi incarichi svolti da Curzi nel suo percorso politico e professionale, il Presidente del Senato sottolinea come ‘’il grande giornalista scomparso abbraccio’ la fede comunista in eta’ giovanissima, non la abbandono’ mai, riuscendo pero’ a farlo senza dogmatismi o rigidita’’’. ‘’Di lui - ha concluso Schifani - ricorderemo il senso dello humor e la straordinaria autoironia, che aveva fatto conoscere la sua simpatia anche al grande pubblico’’. 










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