La crisi che sta colpendo l'economia di crescita porterà prossimi due anni a 8 milioni di disoccupati nell’area Ocse. È uno scenario a tinte molto fosche quello delineato dall’ultimo Outlook economico dell’Ocse presentato oggi a Parigi e che riduce drasticamente le stime di crescita per tutti i paesi
Roma, 25 novembre 2008 - La recessione mondiale in atto è «la peggiore mai attraversata dagli anni Ottanta» e porterà nei prossimi due anni a 8 milioni di disoccupati nell’area Ocse. È uno scenario a tinte molto fosche quello delineato dall’ultimo Outlook economico dell’Ocse presentato oggi a Parigi e che riduce drasticamente le stime di crescita per tutti i paesi.
Quest’anno l’Ocse registrerà una crescita del Pil dell’1,4% contro l’1,7% dell’Outlook di giugno, mentre la frenata vera ci sarà nel 2009 con un pil in calo dello 0,4% che si riprenderà solo a partire dalla seconda metà del 2010 dove chiuderà in risalita al +1,5%. Le famiglie italiane «resteranno caute» sul fronte consumi, la cui crescita «potrebbe non riprendere prima della fine del 2009». Lo evidenzia l’Ocse precisando che «i risparmi potrebbero tornare a calare dopo un forte aumento nel 2008». Alla fine del 2009, secondo gli esperti di Parigi, «potrebbe scattare una ripresa degli investimenti e anche dei consumi e dell’export».
In Usa nel 2009 la recessione sarà dello 0,9% (era prevista a giugno una crescita dell’1,2%) con una ripresa «languida» dell’1,6% nel 2010. A picco anche le economie dell’euro area che registreranno una frenata dello 0,6% nel prossimo anno e scendera in negativo anche il Giappone dove il Pil calerà dello 0,1%. Per il 2010 - scrive l’Ocse «rimangono ampi rischi anche se questi sono più distribuiti con la possibilità diuna ripresa più rapida». L’Ocse invita i governi a «valutare caso per caso i pacchetti di stimoli soprattutto in quei paesi dove esiste margine di manovra». «È vitale che ogni azione discrezionale sia rapida e temporanea e definita in modo da assicurare la massima efficienza».