Firenze, 26 novembre 2008 - Il 74% dei lettori di Quotidiano.Net pensa che il Consiglio comunale di Milano abbia sbagliato, negando l'attribuzione dell'Ambrogino d'Oro ad Enzo Biagi, scomparso il 7 novembre 2007 e impossibilitato a riposare in pace a causa dell'ennesimo balletto in scena sul teatrino della politica. Sono tanti, ma sono ancora troppo pochi.
Vi risparmiamo le motivazioni di questa scelta, presa dalla maggioranza di centrodestra nonostante il parere favorevole del sindaco Letizia Moratti. Sono talmente insulse, banali e pretestuose che farebbero ridere, se non facessero piangere. Ha spiegato un signore di Palazzo Marino di cui non facciamo il nome perchè non merita tanta pubblicità: "Biagi è una persona a cui riconosciamo una grande professionalità.
Ci eravamo presi un impegno a ricordarlo e inserendolo nel famedio lo abbiamo fatto. Qualunque altra sottolineatura era per noi una strumentalizzazione politica”. Sottolineatura? Che cosa? La vita e la carriera straordinaria di un uomo che ha dato un contributo fondamentale alla libertà di informazione e al giornalismo non meritano nemmeno una sottolineatura? Soltanto in questa Repubblica delle Banane dove regnano l'ipocrisia e la falsità, uno dei più grandi giornalisti del XX secolo deve subire, anche da morto, un affronto così indecente.
Le solite, repellenti strumentalizzazioni politiche sono alla base di una risoluzione contro la quale si deve protestare. In memoria di Enzo Biagi, un uomo giusto e coraggioso, uno che ha onorato il nostro mestiere e il nostro Paese dove, quando si prendono decisioni come questa, si stenta a reprimere un conato di vomito.
di Xavier Jacobelli