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CAOS IN THAILANDIA

Bomba all'aeroporto: un morto e 20 feriti
Ponte aereo per gli italiani bloccati

L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini. Il rimpatrio dei connazionali avverrà su base cronologica, tenendo conto delle date originarie dei biglietti di ritorno, e dovrebbe essere completato nel giro di 4-5 giorni

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Thailandia, turisti bloccati all'aeroporto di Bangkok (Ap / Lapresse) Bangkok, 1 dicembre 2008 - E’ di un morto e più di venti feriti l’ultimo bilancio dell’esplosione avvenuta fuori dall’aeroporto per i voli domestici di Bangkok, il Don Muang. Lo riferisce il sito internet del giornale la Nation. Un precedente bilancio era di 13 feriti di cui tre gravi. Un ordigno è saltato in aria tra i manifestanti anti-governativi accampati fuori dell’aeroporto. E’ il terzo attacco di questo tipo sferrato in due giorni da ignoti contro i manifestanti che chiedono le dimissioni del Primo ministro thailandese Somchai Wongsawat.

 

ITALIANI BLOCCATI

 

L’Italia ha avviato un ponte aereo per riportare in patria i 1.100 connazionali bloccati in Thailandia dall’occupazione dei due aeroporti di Bangkok.
L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, mentre si apprendeva che in totale sono 350 mila passeggeri in attesa di partire dal Paese asiatico. Un dato, questo, che comprende anche i thailandesi, è stato fornito dal segretario permanente per il Turismo, Sasithara Pichaichannarong.

Il blocco degli aeroporti, che va avanti da quasi una settimana, non sembra allentarsi. Anzi, dopo tre mesi l’opposizione ha tolto l’assedio alla sede del governo a Bangkok, dove il lancio di una granata aveva ucciso due manifestanti, e ha concentrato le sue forze proprio nello scalo internazionale di Suvarabhumi e in quello più vecchio di Don Mueang.

Un volo charter dell’Alitalia partirà questa sera dall’aeroporto di Utaphao, l’aeroporto costruito dagli americani durante la guerra del Vietnam che si trova 150 chilometri a sud della capitale. Il rimpatrio dei connazionali avverrà su base cronologica, tenendo conto delle date originarie dei biglietti di ritorno, e dovrebbe essere completato nel giro di 4-5 giorni, ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel corso di una conferenza stampa nella sede dell’Unità di crisi.

Per riportare in patria gli italiani, l’ambasciata ha ottenuto un volo di linea della Thai da Utaphao a Roma per mercoledì e altri voli con la compagnia degli Emirati Arabi, Etihad, a cui si potrebbero aggiungere altri charter in via di allestimento con la collaborazione di altre compagnie italiane e straniere.

Frattini ha spiegato che il governo italiano ha deciso "in via eccezionale" di farsi carico delle spese alla luce della situazione di emergenza nel Paese asiatico. Senza un intervento del governo, i 1.100 italiani (destinati ad aumentare ogni giorno con la fine dei periodi di vacanza) rischiavano di attendere "fino a due settimane" e "questo uno Stato che si rispetti non può permetterlo", ha dichiarato il titolare della Farnesina.

Il ministro degli Esteri ha spiegato che la situazione degli italiani che si trovano in Thailandia - concentrati tra Bangkok (770) e Phuket (200) - "è tranquilla", anche se viene raccomandato loro di evitare le zone delle occupazioni. Da oggi, però, sul sito Viaggiare sicuri la Farnesina sconsiglia di mettersi in viaggio verso il Paese asiatico fino a quando non saranno sopite le attuali tensioni.


La raccomandazione di non partire è stata decisa insieme ai partner dell’Ue e potrà essere rivista più avanti, anche perchè comporta notevoli spese per i tour operator che dovranno rimborsare integralmente quanto versato per la prenotazione.

Frattini ha anche annunciato l’imminente creazione di un fondo pubblico nazionale di garanzia per finanziare il rimpatrio di turisti o altri connazionali rimasti bloccati all’estero per situazioni di emergenza imprevedibili e non coperte da assicurazioni. Il fondo dovrebbe essere istituito "in tempi rapidissimi" sotto forma di emendamento al decreto su Alitalia o con un successivo provvedimento ‘ad hoc’, e sarà finanziato con un aumento di 50 centesimi sui diritti di imbarco che pagano i passeggeri degli aerei. Al momento esiste solo un fondo di garanzia di poche centinaia di migliaia di euro che riguarda i casi di fallimento di tour operator.

fonte: Agi










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