Infuria la polemica per l’inserimento tra le misure anti-crisi decise dal governo del raddoppio dell’Iva, dal 10 al 20 per cento, sul canone degli abbonamenti alle pay tv. L'appello in diretta di Ilaria D'Amico
Roma, 1 dicembre 2008 - Infuria la polemica per l’inserimento tra le misure anti-crisi decise dal governo del raddoppio dell’Iva, dal 10 al 20 per cento, sul canone degli abbonamenti alle pay tv. Ma Berlusconi ‘contrattacca' affermando che "anche Mediaset è danneggiata" e Sky "aveva un privilegio". "Così sono a rischio gli investimenti" , avverte l’ad di Sky Italia Tom Mockridge e rincara la dose: "Questa è concorrenza sleale".
La polemica si è trasferita sul terreno della politica: "Siamo da capo a dodici. Il governo - afferma Walter Veltroni - prende una misura che è un aumento delle tasse sulle famiglie, perchè non parliamo di famiglie ricche ma dei tifosi delle squadre di calcio. Nei Paesi occidentali si fa così, in Italia invece - prosegue - Berlusconi pensa che Sky debba chiudere, che l’opposizione debba dire di sì, che chi la pensa diversamente da lui non vada bene".
Il provvedimento sull’Iva approvato dal Governo prevede un raddoppio dell’imposta "per le 4,7 milioni di famiglie che hanno liberamente scelto di abbonarsi ai nostri prodotti". È quanto ribadisce una nota di Sky. "Ciò significa - prosegue - che qualora questo provvedimento fosse confermato dal Parlamento, a partire dal primo gennaio ogni cliente di Sky avrà un aumento delle imposte sul suo abbonamento pari al 10%". "Se il Parlamento non lo bloccherà, questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo al vostra opinione". È l’invito che Sky rivolge direttamente ai propri abbonati in un "promo" informativo in onda sui canali della propria piattaforma dalle 12,30 di oggi.
Dal fronte del governo, parla Roberto Maroni: "Mi pare che in questo momento di difficoltà, in cui c’è bisogno che tutti facciano dei sacrifici, la norma sulla pay tv sia giusta". "Sky non può essere penalizzata: da molti anni garantisce un’informazione sopra le parti. Nessuno vuole accusare il presidente del Consiglio di conflitto di interessi. Diciamo che si è trattato di un errore. Ma a questo errore si può e si deve rimediare in Parlamento, così come l’UdC ha immediatamente proposto". Lo dichiara Lorenzo Cesa, segretario nazionale centrista. Ribatte "molto rumore per nulla" il presidente della Commissione Trasporti e Tlc della Camera, Mario Valducci: "La legislazione vigente sulle Tv a pagamento - spiega - è, infatti, una legislazione molto favorevole che prevede l’Iva agevolata senza peraltro richiedere molte norme ostative previste in altri Paesi occidentali". La Commissione di vigilanza Rai valuta oggi "gli atti del governo e tireremo le conclusioni". Sulla questione, ha detto il presidente Riccardo Villari, "più equilibrio sarebbe stato consigliabile" (fonte Agi).
APPELLO IN TV
Durante Sky Calcio Show, la conduttrice, Ilaria D’Amico (nella foto), ha illustrato l’impatto della decisione del Governo auspicando un ripensamento da parte del Parlamento. ’’Si tratta - ha detto rivolta ai telespettatori- del raddoppio di una tassa per 4 milioni 600 mila famiglie italiane che hanno liberamente deciso di abbonarsi a Sky. Un provvedimento - ha aggiunto, mentre sugli schermi del grande studio dal quale va in onda il programma scorrevano gli articoli dei giornali di oggi sul tema - che va in controtendenza con la filosofia dei provvedimenti, che nelle intenzioni del Governo dovrebbero incentivare le aziende e sgravare le famiglie. Altrove, in Gran Bretagna ad esempio, il Governo ha appena ridotto l’Iva. Qui invece viene raddoppiata’’.
’’Sky - ha concluso la D’Amico - in questi anni difficili ha investito, creato opportunita’ di lavoro, triplicando il numero di addetti alle pay tv rispetto ai tempi di Stream e Telepiu’. Oggi sono novemila. Auspichiamo che il Parlamento nei prossimi giorni ripensi questa parte del provvedimento anticrisi, che colpisce 4 milioni 600 mila famiglia e una azienda che rappresenta una risorsa per il Paese’’.