Il presidente del consiglio interviene da Tirana sulla polemica legata alla tv satellitare: "Il governo non torna indietro nemmeno per sogno". Il ministro dell'economia: "Nessuna alternativa"
Roma, 2 dicembre 2008 - Giulio Tremonti chiude sull’Iva: non c’è alternativa al rialzo al 20% sui servizi pay-tv che colpirà Sky, con oltre il 90% di fatto del mercato satellitare. Non torniamo indietro «neanche per sogno», incalza il premier Silvio Berlusconi, che non lesina attacchi all’opposizione. «Questa sinistra si vergogni, al posto loro cambierei mestiere e me ne andrei», ha detto il presidente del Consiglio al rientro da Tirana.
«Se fossero coerenti, vadano in Parlamento e dicano che dobbiamo essere tutti uguali, cioè Iva al 10%. Ma si rimangeranno ancora una volta tutto e cercheranno delle scuse. Questa è la sinistra da vergogna con cui noi abbiamo a che fare» ha insistito il Cavaliere.
Ma l’indice è puntato anche sulla stampa. «Vi rendete conto che tipo di personaggio sono questi qua della sinistra? I giornali vostri. Il tuo giornale - ha detto rivolto al cronista de ‘La Stampà - ha titolato ‘Berlusconi contro Sky’. Invece di chiedersi come mai c’è un rapporto privilegiato di questo tipo verso Sky, attaccano me. Ma che vergogna! Senza parlare delle vignette del ‘Corriere della Serà. Ma che vergogna! Tutti, politici e direttori dovrebbero andare a fare un altro mestiere».
TREMONTI
Lapidaria la frase di Tremonti sul caso Sky. «Non c’erano alternative», ha tagliato corto il ministro dell’Economia al termine dell’Ecofin a Bruxelles. La norma che raddoppia l’attuale aliquota del 10% per gli abbonamenti Sky è un passaggio «obbligato», ha spiegato, per «evitare l’apertura di una procedura di infrazione Ue, il cui termine scadeva in questi giorni».Il sistema italiano, ha riferito Tremonti, «dato il servizio, differenziava le tecniche, ed era al di fuori della legittimità Ue che invece si basa sul principio che se il servizio è unico l’aliquota deve essere unica, ferma la Rai che io considero fondamentale come servizio pubblico». Bruxelles ha «rilevato queste asimmetrie che il governo Prodi si era impegnato ad eliminare», ha aggiunto, spiegando che a questo punto «la scelta era portare tutti al 10% o al 20% e la scelta fatta è stata di allineare tutto al 20%».
Senza le indicazioni Ue «non lo avrei fatto, e dovendo scegliere il tipo di provvedimento sono convito di aver fatto la cosa giusta perchè queste risorse copriranno interventi sociali».
Tremonti ha dunque colto l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa. «Trovo inaccettabili i commenti secondo cui l’aumento dell’Iva è una rapina - ha attaccato - ma dare 3 euro al giorno per il bonus è un’elemosina, trovo questo ragionamento immorale».
Intanto non è escluso che sul decreto anti-crisi che contiene la norma venga posta la fiducia: «è possibile, vedremo. - ha affermato - noi abbiamo obiettivi di tempo e importo ben precisi, e non possiamo fare deviazioni». Non è poi mancata una battuta: «Toglietemi tutto, tranne Sky», ha detto sorridendo. Tremonti ha dunque fornito alla stampa la documentazione del carteggio sull’asse Roma-Bruxelles che parte da una richiesta di chiarimenti Ue dell’ottobre 2007, anti-camera della procedura d’infrazione, in seguito ad un reclamo di Mediaset. Carte alla mano, nel testo Bruxelles esprime delle «preoccupazioni» sulla compatibilità delle norme italiane con quelle europee. Ci sono stati poi tutta una serie di passaggi, fino alla risposta del 29 gennaio 2008 con cui il governo Prodi si impegnava «ad allineare al più presto con legge l’ordinamento nazionale a quello comunitario, applicando la medesima aliquota per tutti i servizi, sia quelli fruibili attraverso canoni di abbonamento sia quelli cosiddetti pay-per-tv».
PD ALL'ATTACCO
Intanto è pioggia di critiche dal Pd contro il governo. «È curioso che, di fronte a una scelta criticata, il governo Berlusconi dia subito la colpa a Prodi. La colpa è sempre degli altri e io non mi prendo neppure la briga di andare a controllare se è vero o meno» ha replicato Pierluigi Bersani, ministro dell’Economia del governo ombra. «Ormai ci siamo abituati, la colpa è sempre degli altri» ha aggiunto.
Strali anche dal responsabile per le Comunicazioni del Pd Paolo Gentiloni. «È un falso colossale dire, come ha detto Tremonti, che il raddoppio è stato imposto dall’Unione Europea» ha detto, affermando che «non esiste alcuna procedura d’infrazione sull’iva alle tv satellitari. È ridicolo che il carteggio tra gli uffici di una direzione generale dell’Unione e il ministero delle Finanze venga spacciato per un diktat europeo». La verità, ha concluso, «è che il governo cerca a Bruxelles un alibi per una misura che danneggia quasi cinque milioni di famiglie italiane».
Fonte Agi