Bologna, 3 dicembre 2008 - Con una tecnica sapientemente berlusconiana, Rupert Murdoch sta bombardando Palazzo Chigi senza requie. Martella il premier e il suo governo a colpi di spot contro l'aumento dell'Iva al 20% inflitto alla pay tv; manda in campo Ilaria D'Amico e il battaglione di opinionisti paracadutisti che piombano nelle case dei 4,6 milioni di abbonati sparando ad alzo zero contro il balzello tremontiano; intasa la casella elettronica del malcapitato Bonaiuti con migliaia di mail di protesta.
E Silvio? Silvio è furioso perchè lui, non il governo, ha perso 5 punti nei sondaggi per colpa dello Squalo - grazioso soprannome appioppato a Murdoch, Galliani non c'entra - su quella che, con colorita efficacia, un autorevole membro dell'entourage berlusconiano definisce "un'autentica cazzata. Come si fa a fare la guerra su una tassa che aumenterà al massimo di 5 euro al mese l'abbonamento a Sky?".
Annotazione pertinente. Era o non era Silvio che le tasse doveva ridurle, non aumentarle? Era o non era Silvio che durante la campagna elettorale aveva promesso di ridurre la pressione fiscale? Era o non era Silvio che voleva detassare le tredicesime? E, per carità di patria, sorvoliamo sulla famigerata carta sociale (chi l'ha chiamata social card deve essere rinchiuso in casa per due mesi e condannato a studiare l'italiano): come ha argutamente annotato Sandro Bugialli, trattasi di un cappuccino gratis al giorno. Non è l'autogol nella partita con Murdoch che deve preoccupare Silvio: sono le promesse non mantenute di ridurre la pressione fiscale. L'Iva bisogna ridurla su acqua, luce, gas, altro che aumentarla a Sky.
Ultimo, ma non meno importante, il conflitto d'interessi del premier titolare di un impero mediatico, tacciato di favorire le proprie aziende dall'opposizione che, peraltro, quand'era al governo, non s'è mai curata di risolverlo il conflitto d'interessi di Silvio. Col risultato che oggi, per dirla con Enzo Carra, esponente del partito di Veltroni, "il Pd sta difendendo gli interessi di un miliardario australiano contro gli asseriti privilegi di un miliardario italiano". I non miliardari italiani ringraziano.
di Xavier Jacobelli