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LA LETTERA

Far del bene a se stessi vuol dire decidere in piena e totale libertà

In uno stato moderno e laico la vita non appartiene né alla Chiesa né allo Stato, ma solo a chi ne porta il fardello... di Massimo Fini

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Ho letto che una signora di Sassari, di soli 42 anni, gravemente ustionata in varie parti del corpo, avrebbe potuto essere salvata con l’amputazione di un piede e di una mano. Ma la signora, alla presenza di tre magistrati, ha rifiutato l’operazione e poco dopo è morta. L’arcivescovo di Sassari, Paolo Atzei, ha definito la cosa ‘orrenda’ e ha affermato:‘‘Ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Nessuna legge può spezzare una vita’’. Dite quel che volete, ma io sono d’accordo con l’arcivescovo.
Mario Nunez, Arezzo

 

 
massimo fini In uno stato moderno e laico la vita non appartiene né alla Chiesa né allo Stato, ma solo a chi ne porta il fardello. La decisione della signora è perfettamente legittima come corretto è il comportamento degli altri protagonisti o comprimari di questa triste vicenda: i medici che hanno rispettato la volontà della donna, i magistrati che l’hanno certificata e i genitori che hanno dato il loro assenso peraltro ininfluente. Troppo spesso, in vicende come queste, si dimentica che la nostra Costituzione prevede che ‘‘nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario contro la sua volontà’’.

 

Maria Grazia Panin, così si chiama la signora, era perfettamente lucida quando le è stato chiesto se intendeva sottoporsi a un intervento che l’avrebbe mutilata e ha detto di no. Com’era suo sacrosanto diritto. La presenza dei magistrati serviva solo ad accertare la volontà della donna e che tale volontà fosse espressa nel pieno possesso delle facoltà mentali. Se i medici si fossero opposti alla volontà della donna avrebbero violato la Costituzione, la legge e avrebbero commesso un reato. Con buona pace dell’arcivescovo di Sassari la legge, per quanto alle volte possa sembrare il contrario, ha ancora un valore in questo Paese. E nessuno può essere mutilato contro la sua volontà, sia pure ‘a fin di bene’. Qual è il mio bene lo decido io e solo io.
 

Massimo Fini

  • 30/12/2008 15:34
    Rosanna
    Signor Fini, il fatto che la legge lo permetta non lo rende meno mostruoso. Questo intendeva dire l'Arcivescovo! Il fatto che una persona preferisca morire al disagio dello stare senza una mano e senza un piede è - di fatto - assurdo. Poi sono d'accordo con lei che la signora doveva poter fare quello che voleva. Ma si può ancora dissentire o ci volete togliere anche questa possibilità? Ormai questo laicismo imperante sta diventando una dittatura pronta a vomitare "vergognaaa" contro chi non aderisce. Solo che noi siamo Cristiani, non modaioli, quindi continuiamo e continueremo a considerare le cose dal punto di vista biblico che - a differenza delle mode e delle leggi - non cambia.
  • 30/12/2008 20:14
    Angelo
    Ha ragione Massimo Fini, punto e basta
  • 02/01/2009 14:31
    renny
    caro fini, molte volte sono d'accordo con lei, ma questa volta mi permetto di dissentire. ok che ognuno deva decidere sulla propria pelle, ma mi sembra mostruoso che nel 2009 si muoia in questo modo, secondo me la signora aveva il dovere di fare di tutto per vivere, capisco che è orribile non avere più gli arti, però, forse con delle protesi si sarebbe potuto risolvere qualcosa! finchè c'è vita, c'è speranza dice il proberbio.molti saluti e auguri di buon anno.
  • 03/01/2009 11:43
    lorenzo primo
    capisco chi difende la sacralità della vita come bene supremo, ma comprendo anche le ragioni di chi intende interromperla non essendo più in grado di affrontarla con dignità. non tutti hanno la fede o anche solo la forza di volontà necessarie per sostenere un'esistenza fatta di sofferenze fisiche e psicologiche. quindi anticipare ciò che ineluttabilmente avverrà per motivi naturali, mi sembra che sia un gesto di libertà individuale che non debba essere condannato. ricordo che il poeta giacomo leopardi invocava la morte non avendo il coraggio di procurarsela.
  • 03/01/2009 14:29
    Ale_99
    La vita appartiene ad ogni individuo e come tale la decisione di interromperla o meno spetta all'individuo stesso. La Chiesa può intervenire quanto vuole ma deve capire che, primo, non tutti sono credenti, secondo, vivere in certe condizioni per alcuni non è vivere affatto..questo deve essere assolutamente riconosciuto all'individuo.
  • 03/01/2009 17:32
    Amelia S.
    C'è chi crede che la chiesa sia portatrice di valori morali, e c'è chi non ci crede. Ognuno deve essere libero di decidere della propria vita, e le leggi dello stato devono garantire questa libertà. Se ne può discutere finchè volete, ma siccome l' Italia è ancora uno stato di diritto la chiesa non può obbligare nessuno a vivere se non lo desidera. Io spero che l' Italia continui a essere uno stato laico e indipendente nel quale contano solo le leggi e la costituzione. Le prediche e le encicliche hanno valore solo per chi ci crede, per tutti gli altri non sussiste alcun dovere di obbedienza. Viva l' italia.
  • 03/01/2009 19:56
    Chiara
    Ci sono malati di SLA allo stato terminale che ancora dicono di amare la vita, nonostante il loro corpo non risponda a nessuno stimolo e li attenda una morte atroce. Ci sono persone tetraplegiche, o affette da sindrome "locked in" che (come possono) affermano di non voler affatto morire. da ammirare. Forti senz'altro. ma non tutti lo siamo. Ciascuno di noi può dire "ah, io preferirei che mi amputassero braccia e gambe ma vorrei vivere" ma per altri la menomazione è intollerabile. Quello che è davvero necessario è il rispetto dell'idea che ciascuno di noi ha della vita e della morte. Ciascuno della propria. Quella degli altri può essere argomento di conversazione, ma non si può decidere.
  • 04/01/2009 12:22
    esteban
    Spiacente per quanto accaduto alla S.RA MARIA GRZIA;apprezzo la sua decisione!Ho 75 anni e mi chiedo;se un giorno dovessi essere cosretto a...vivere in un letto o su una carrozzella;perchè condannare,chi mi sta vicino,a...sopportarmi?Penso che anch'io farò la scelta fatale.ESTEBAN!!!
  • 04/01/2009 13:41
    lalla
    La Sig.ra ha deciso di non accettare di vivere la vita da mutilata. La scelta è stata rispettata. Stop. L'Italia è un paese sempre ai primi posti per esempi di pura ipocrisia su tante e tante questioni che riguardano le scelte degli individui ( pensate un pò solo a tutti i medici abortisti ufficiali che poi praticano aborti a pagamento nelle cliniche private! e questo solo un esempio.... Imparassimo davvero a rispettare il prossimo nelle sue manifestazioni e nelle sue sacrosante scelte di vita personali senza ipocrisia!!!.
  • 05/01/2009 01:38
    Arianna
    Ritengo che dissentire o assentire sulla pele delle persone sia orrendo. Ciascuno di noi è libero di decidere per se stesso, la nostra vita ci appartiene, il nostro corpo ci appartiene. Chi si vuole impossessare della nostra vita o del nostro corpo commette un reato. La povera signora ha fatto la sua scelta, punto.
  • 05/01/2009 01:53
    Fabiana
    Se una persona preferisce morire piuttosto che vivere mutilata, bisogna rispettare la sua volontà, l'arcivescovo non ha nessun diritto di gestire la vita e il corpo di una persona e tantomeno di tuonare contro coloro che, giustamente ne rispettano la volontà. Così come viene rispettata la volonta di quei tanti che invece preferiscono vivere anche con mutilazioni orrende e nessuno si permette di tuonare contro di loro. Purtroppo la religione vuole ricominciare a gestire il corpo delle persone,la loro vita,la loro morte. Questo noi laici non lo possiamo accettare, voi religiosi siete liberi di obbedire, nessuno ve lo impedisce.
  • 05/01/2009 10:42
    MARCO PD
    che si facciano dibattiti infiniti su questioni come l'eutanasia, ossia eventi di infinitesimale valenza statistica, con possibilità di confrontarcisi praticamente nulle...bhé...mi sembra abbastanza speculare di questo paese; le cose inutili vengono sempre prima
  • 05/01/2009 13:14
    Paolo
    Egregio Sig.Fini,ho letto il suo articolo, mi ritrovo in tutto e per tutto d'accordo con lei!Sarebbe ora che la Chiesa, la smettesse di intervenire sulla laicità dello Stato e magari si preoccupasse più seriamente dei problemi al suo interno,vedi preti pedofili, ecc ecc.
  • 05/01/2009 13:53
    ELIZA
    Egregio sig. MASSIMO FINI,SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO CON LEI.LA CHIESA FACESSE LE SUE LEGGI IN VATICANO E BASTA, COSI' ANCHE PER LA POLITICA...MI SEMBRA DI AVERE CAPITO CHE LEI HA STUDIATO LA GIURISPRUDENZA, QUINDI LE LEGGI LE CONOSCE ,(ANCHE SE A VOLTE ,GLI ESITI SONO TROPPO LUNGHI ED INGIUSTI).PERCHE' NON CONDANNARE "L'IMMORALITA'...
  • 05/01/2009 14:02
    Madrid
    MARCO PD, certo, la maggioranza di noi, per fortuna, non dovrà mai occuparsi direttamente di eutanasia, però la questione è importante, e le sue conseguenze profonde. Tutto il problema della vita, dei diritti che una persona ha sulla propria vita, è rimesso in discussione, in parte per ragioni tecnologiche, in parte per ragioni culturali. La medicina permette oggi interventi di prolungazione della vita che sfuggono alle norme etiche tradizionali: la nozione tradizionale di inviolabilità della vita, per esempio, non teneva conto della possibilità di tenere artificialmente in vita una persona senza attività corticale. Culturalmente, in una società teocratica, la vita appartiene a dio, punto e basta. Però in una società laica il problema della vita umana, del suo rispetto, e del diritto a decidere quando andarsene si pongono con urgenza.
  • 05/01/2009 16:03
    Ale per Madrid
    ciao. giusto commento il tuo. rimane il fatto che società laica o teologica un individuo deve assolutamente poter decidere di avvalersi di un trattamento tecnologico per salvaguardare la propria vita come deve poter decidere di terminare la propria vita se il compromesso non è ritenuto sufficiente dall'individuo stesso. Questo, specialmente se una persona è atea e non vuole l'intromissione della chiesa. Leggi o no, una persona ha il pieno e consapevole diritto sulla propria vita, qualunque siano le conseguenze del caso.
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