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FERRARA / IL CASO

Dopo l’assoluzione confessa:
"Ho ucciso io la mia ex moglie"

Secondo la legge non potrà più essere processato. L'uomo, un muratore 33enne, prima aveva ammesso l'omicidio, poi ha ritrattato: "L’ho detto solo per far contenti i poliziotti"

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Denis Occhi Ferrara, 5 gennaio 2009 - «Ho ammazzato io la mia ex moglie». Dopo essere stato assolto con sentenza definitiva dall’accusa di averla uccisa, Denis Occhi, muratore di 33 anni, si è presentato venerdì scorso all’ufficio denunce della Questura di Ferrara e ha confessato il delitto. Davanti al vice dirigente della squadra mobile, Laura Ferrua, assistito dall’avvocato d’ufficio Giovanni Montalto, ha spiegato di non essere più riuscito a «reggere il rimorso». Alla confessione è seguito un racconto dettagliato del delitto, con particolari inediti. Tutto messo a verbale. Poi, ieri, la ritrattazione: «L’ho detto per farli contenti — ha dichiarato al telefono e in tv — ma io non ho mai ucciso Giada, le volevo bene». Esattamente come aveva fatto 5 anni fa. «Volete scrivere che sono stato io? — ha raccontato di aver detto alla polizia — E allora scrivetelo pure, così siete contenti. Tanto io ho già perso tutto: moglie, casa, lavoro».

 

Nonostante le dichiarazioni autoaccusatorie rese venerdì, però, Denis Occhi non potrà essere portato nuovamente davanti a un giudice. In base all’articolo 649 del codice di procedura penale, infatti, una persona già condannata o assolta non può essere processata una seconda volta per lo stesso fatto, anche se muta il titolo del reato. Con la conseguenza paradossale che il 33enne, nonostante le perizie l’abbiano più volte definito «persona socialmente pericolosa», è oggi un uomo libero. Esclusa anche l’ipotesi di una revisione del processo. A chiederla, potrebbe essere solo il condannato — non l’assolto — in grado di dimostrare l’esistenza di nuove prove capaci di sovvertire il giudizio.

 

L'ex moglie Giada Anteghini, 27 anni, venne colpita alla testa forse con una mazzetta da muratore, il 25 novembre 2004.
Morì 16 mesi dopo, il 23 gennaio 2006, senza mai svegliarsi dal coma. La donna fu aggredita durante il sonno nella stanza da letto della casa di Jolanda di Savoia che divideva con il nuovo compagno (inizialmente indagato e poi prosciolto) e la figlia di sei anni che aveva avuto con Denis Occhi. L’uomo fu condannato nel 2007, in primo grado, a 20 anni con giudizio abbreviato al termine di un processo indiziario durante il quale un ruolo chiave l’ebbero le perizie psichiatriche.

 

Ma IL 27 febbraio 2008 fu assolto dalla Corte d’Appello di Bologna e rimesso in libertà. Occhi confessò l’omicidio il giorno dopo l’aggressione della ex moglie ad alcuni carabinieri suoi amici. Ma poi ritrattò. Fino a venerdì scorso, quando, dopo un anno di tormenti e sensi di colpa si è recato in Questura.

 

Chi nutre «profondi dubbi» sulla bontà della confessione è lo stesso legale d’ufficio: «Secondo me — spiega Montalto — Occhi è stato pervaso dal senso di colpa per una cosa che non ha fatto e, in un momento di debolezza, si è voluto liberare di un peso. L’esperienza di tanti anni di professione forense mi suggerisce di essere estremamente prudente di fronte a una specie di confessione di quel tipo».

 

Sulla rilevanza probatoria delle dichiarazioni, il legale non ha dubbi: ««La Procura potrebbe aprire un fascicolo di atti relativi, ma senza formulare imputazioni. Il divieto contenuto nel principio ne bis in idem è tassativo: questa storia, dal punto di vista processuale, è conclusa. Occhi non può essere processato per gli stessi fatti. Tant’è che la polizia, dopo quella specie di confessione, non ha nemmeno disposto un fermo».

di Cristiano Bendin

  • 05/01/2009 18:56
    ivan
    sicuramente ci saranno in tanti a strapparsi i capelli alla notizia... bene, pensate che questo governo sta emanando una norma che prevede l'impossibilità di appello in caso di assoluzione in primo grado. il chè significa che se uno per culo ha vinto in primo grado nonostante che avesse ammazzato (o falsificato un bilancio) non può più essere condannato anche se vengono fuori prove schiaccianti. lo sta facendo questo governo, non quel comunistaccio di prodi. evvaiiii
  • 05/01/2009 19:20
    Tristano
    Immagino ora i commenti dei destrorsi contro i giudici giustizialisti che perseguitano berlusconi ma non mettono in prigione un reo confesso. Ricordatevi che le leggi le fa la casta in parlamento (spesso per salvare se stessa) ed i giudici debbono solo applicarle.
  • Sono presenti 2 commenti
 

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