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USA / IL DISCORSO DEL PRESIDENTE

Obama: "La crisi può peggiorare
Ma non è troppo tardi, bisogna agire"

Questo l’obiettivo principale che il futuro inquilino della Casa Bianca ha espresso parlando dalla George Mason University di Fairfax, in Virginia. Barack ha lanciato il suo monito: “non è troppo tardi, ma bisogna agire in fretta e in modo coraggioso"

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Barack Obama (Ansa) New York, 9 gennaio 2009 - Il presidente eletto, Barack Obama, punta a una difesa accorata e a tutto campo del piano di incentivi all’economia che dovrebbe aiutare gli Stati Uniti a uscire dalla crisi. Questo l’obiettivo principale che il futuro inquilino della Casa Bianca ha espresso parlando dalla George Mason University di Fairfax, in Virginia, ha lanciato il suo monito: “non è troppo tardi, ma bisogna agire in fretta e in modo coraggioso”, a meno di non volere che la situazione attuale duri per anni o addirittura diventi irreversibile.

”Nel breve termine la situazione potrebbe peggiorare drammaticamente” se il Governo di Washington non farà subito qualcosa per evitare il propagarsi della crisi. Ed è proprio il Governo ad avere in mano gli strumenti per invertire la tendenza, investendo sul futuro della nazione e costruendo da capo “le fondamenta di un sistema economico nuovo”.

Del resto, secondo il presidente eletto, che ha puntato sull’emozione più che sui dati concreti del suo piano, ancora per larga parte sconosciuti, la crisi non si è scatenata da un giorno all’altro, ma è stata determinata da “un’era di profonda irresponsabilità, che è passata dai consigli di amministrazione delle grandi aziende alle sale del potere a Washington”.

Tuttavia, non tutto è ancora perduto: Obama ha chiesto al Congresso sostegno, collaborazione bipartisan e di lavorare con lui “giorno, notte e nei fine settimana se necessario” per arrivare all’approvazione di un piano nel periodo immediatamente successivo al suo giuramento, il prossimo 20 gennaio.

Obama non ha parlato molto del piano, ribadendo l’impegno a investire in modo massiccio nel settore scolastico, nelle energie rinnovabili, nei progetti per l’ammodernamento delle infrastrutture e degli edifici di Washington per rendere l’intero sistema più adatto al ventunesimo secolo.

Lavoreremo per modernizzare gli edifici federali, costruiremo strade, ponti e scuole, fornendo le dotazioni tecnologiche necessarie nel ventunesimo secolo. Investiremo nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili. Non si tratta solo di un piano politico, ma di un nuovo approccio in grado di risolvere i problemi più urgenti del Paese”, ha detto Obama, chiarendo di non volere “gettare il denaro, ma di volerlo investire in modo adeguato”, sempre salvaguardando l’interesse dei contribuenti.

Resta ancora un mistero il valore del piano di incentivi, che potrebbe addirittura superare i 775 miliardi di dollari che da giorni sono considerati la cifra più probabile. Certo, ha messo in guardia il presidente eletto, il piano “avrà costi sostanziali, nel breve periodo provocherà un incremento del deficit federale (secondo il Congressional Budget Office si attesterà a 1.200 miliardi di dollari nel 2009), ma è necessario per interrompere il circolo vizioso” in cui è entrata l’economia americana, anche per colpa di “mancati controlli e di una regolamentazione troppo poco rigida”.










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