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CROAZIA / PARLA UNA RAGAZZA

"Io, 5 anni nell'inferno del manicomio
per l'unica 'colpa' di essere lesbica"

L'odissea di una 21enne reclusa su richiesta dei genitori, che l'accusavano di essere  tossicodipendente. Il racconto: “Mi hanno rovinato l’adolescenza, non ho finito la scuola, ho incubi continui"

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Manifestazione lesbiche Roma, 9 gennaio 2009 - Malata di mente,  quindi rinchiusa in manicomio. Per cinque lunghi anni. E' la sorte toccata alla 21enne Ana Dragisevic, 'condannata' alla pazzia solo perché omosessuale.

Una volta fuori, la protagonista dell'incredibile vicenda ha raccontato la sua storia al quotidiano Jutarnji list: “Mi hanno rovinato l’adolescenza, non ho finito la scuola, ho incubi continui. Cercherò comunque di continuare a vivere”.
A far uscire Ana dal manicomio ci ha pensato una decisione della corte distrettuale di Fiume, che ha anche incriminato la responsabile dell’ospedale psichiatrico.

 

Ma, cosa ancora più atroce, a farla dichiarare pazza erano stati addirittura i suoi genitori, che sostenevano che fosse anche tossicodipendente. Non che sia un sintomo di disturbi mentali, ma oltretutto la ragazza non ha mai assunto droga.

“Hanno cercato di curarmi dalla mia omosessualità. Mi rivolgevano sempre domande del tipo: sceglieresti un uomo o una donna come partner?”. “Mi hanno costretto a dire che ero tossicodipendente. Mi hanno tenuto in isolamento, mi hanno messo la camicia di forza, mi hanno fatto iniezioni e mi hanno imbottito di medicine”, ha detto Ana, che ora vive sola in un piccolo appartamento.










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