E' del 5 maggio del 1947 il volo inaugurale sulla tratta Torino-Roma-Catania, effettuato con un Fiat G.12 Alcione, pilotato da Virginio Reinero
Roma, 12 gennaio 2008 - Avrebbe compiuto quest’anno 62 anni di onorata carriera, e la ‘vecchia' Alitalia va ora in pensione. Risale infatti al 5 maggio del 1947, il volo inaugurale sulla tratta Torino-Roma-Catania, effettuato con un Fiat G.12 Alcione, pilotato da Virginio Reinero. La prima tratta internazionale, invece, venne ricoperta l’anno successivo collegando Roma con Oslo, mentre il primo volo intercontinentale con più scali collegò, con un Avro Lancastrian, l’Italia con Buenos Aires, in 35 ore di volo, da Milano via Roma, Dakar, Natal, Rio de Janeiro e San Paolo.
Dopo appena tre anni, in un mercato ancora in fase di start-up, Alitalia si impose come leader: e nel ‘50, fecero il giro del mondo le foto delle prime, elegantissime, hostess che indossavano creazioni delle sorelle Fontana, e offrivano pasti caldi a bordo. Poi nel 1960, la compagnia divenne vettore ufficiale delle Olimpiadi di Roma e la sua crescita proseguì anche negli anni Settanta, tanto che si collocò al settimo posto nella classifica del traffico internazionale.
Negli anni Novanta, Alitalia trasportava quasi 28 milioni di passeggeri annui, ma subito arrivò una fase difficile: la compagnia di bandiera attraversò una profonda crisi strutturale, a causa anche dei piani di investimento senza ritorno. E nel 1996, l’allora ad Domenico Cempella volle concretizzare un ambizioso piano industriale che comprendeva l’alleanza con Klm, dalla quale sarebbero nate due joint venture per l’area passeggeri e cargo (passo propedeutico alla fusione).
Nel 2000, il progetto però naufragò rovinosamente e la compagnia olandese ruppe l’alleanza. Ma dopo due anni, venne costretta a seguito dell’azione legale promossa da Alitalia, a pagare una penale di 250 milioni di euro.
All’inizio del Duemila, a causa anche della concorrenza agguerrita delle low cost, Alitalia visse un momento non facile: unica nota positiva, l’alleanza stipulata con Air France, che le permise di entrare a far parte di Sky Team, una delle principali alleanze aeree. Ma le perdite della compagnia erano tali che nel 2006 venne deciso di avviare la cessione del suo pacchetto di controllo. La sua liquidità scese così a 282 milioni continuando a perdere la bellezza di due milioni al giorno.
A fine 2006 il governo Prodi decise di cedere la compagnia, vendendo il 30,1% (poi innalzato al 39,9%) del capitale azionario, facendo così scattare l’obbligatorietà dell’Opa per il nuovo compratore. La gara però, dopo otto mesi, fallì per il ritiro progressivo di tutti i concorrenti.
Il 1 agosto 2007 il presidente Libonati si dimise a pochi mesi dall’incarico ricevuto e il Ministero dell’Economia e delle Finanze designò come successore Maurizio Prato, a cui vennero delegati pieni poteri per la gestione aziendale e l’individuazione del percorso da proseguire. Poi il secondo tentativo di privatizzazione, con l’entrata in scena di Air France-Klm. Il resto è storia degli ultimi mesi.
Fonte Agi