L'ex patron di Parmalat riparte con una nuova azienda. Il legale: "E' solo un'attività di consulenza che va avanti ormai da alcuni anni"
Dai bond alle merendine Ora Tanzi fa il pasticciere
L’ex patron di Parmalat riparte con una nuova azienda
— PARMA —
CALISTO TANZI 2, il ritorno. Troppo forte il richiamo della foresta, dell’azienda, dell’attività dirigenziale, per l’ex patron della Parmalat, condannato a dieci anni di reclusione per il reato di aggiottaggio e ostacolo all’attività di vigilanza in seguito al crack dell’azienda di Collecchio. Stando a testimoni attendibili e fonti ben informate Tanzi, da circa una settimana è impegnato a dare un’impronta di management a un’azienda di nuova costituzione pronta a produrre merendine, tipo ‘muffin’ per il mercato americano. Già di per sé il progetto risulterebbe ambizioso, visto che tale prodotto è tradizionalmente ‘made in Usa’, se poi si avvale di quello che un tempo era considerato il ‘re delle merendine’, la questione assume un valore del tutto particolare.
Secondo quanto trapela dall’ambiente, Tanzi, come un qualsiasi imprenditore della zona, si presenta puntuale al lavoro tutte le mattine, si insedia nel suo ufficio e per ore discute di allestimento e logistica con operai e dirigenti della nascente struttura, dando anche indicazioni su come modificare radicalmente interni ed esterni degli ex magazzini Mivar, in strada Martinella, luogo dove sta collocandosi la nuova impresa, che, stando sempre a sentire i rumors di corridoio, si starebbe trasferendo dal fidentino dove in realtà agiva per conto di una multinazionale statunitense del settore. Paiono invece destituite di ogni fondamento le suggestioni che davano i fratelli Pierluigi e Silvano Cocconi, fondatori di una delle pasticcerie storiche della città ducale, tra i soci di Calisto Tanzi. «Sono suo amico da oltre quarant’anni ma di questa storia proprio non so niente — dice Silvano Cocconi — non sono assolutamente suo socio in questo affare». Come cade dalle nuvole l’attuale titolare della pasticceria citata, Paolo Chiesa, il quale «un po’ stanco di smentire perché oggi mi hanno cercato davvero in tanti» precisa che «noi non c’entriamo nulla, facciamo il nostro lavoro qui in città e basta».
IL POSSIBILE RIENTRO di Tanzi sulla scena imprenditoriale, tra l’altro, non sembra particolarmente gradito ai colleghi della zona. Un articolo di un quotidiano on-line, in proposito, riporta le reazioni di alcuni imprenditori che, senza mezzi termini affermano di «essere pronti ad andarcene se il cavaliere lavora qui», mentre altri storcono il naso: «Non mi piacerebbe uscire da un luogo di lavoro dove qualcuno può pensare che io lavori con uno come lui», riferisce uno di loro.
Giampiero Biancolella, uno dei legali di Calisto Tanzi, chiarisce: «Ritengo che si tratti di un’attività di consulenza che il cavalier Tanzi svolge per un’azienda parmigiana di cui non ricordo il nome. Roba vecchia di un paio di anni. Si tratta di qualche ora al giorno che il cavaliere dedica a questa attività, niente di più».
di GABRIELE GALLO