L'orribile storia di una 18enne romena a Milano. Altri due violenti assalti in villa: nel Torinese un 29enne finisce in prognosi riservata per aver difeso i genitori, mentre ad Asiago un'anziana coppia viene pestata e derubata. E Bucarest vuole concedere la cittadinanza romena ed europea a un milione di cittadini moldavi
Roma, 17 aprile 2009 - Il bestiale omicidio dei coniugi Ambrosio a Napoli; la sanguinosa rapina all'orefice di Cinisello Balsamo; l'assalto criminale nella villa di un imprenditore vicentino sull'Altopiano di Asiago; la ragazza romena sequestrata e violentata a Milano da una coppia di connazionali che l'avevano chiamata in Italia garantendole un posto di lavoro sicuro: il drammatico bollettino di violenza delle ultime ore fa riesplodere la questione sicurezza e, soprattutto, la questione romena.
L'escalation di reati commessi da romeni è impressionante: non si contano più gli episodi di cronaca nera che hanno come protagonisti gli immigrati da Bucarest e, all'orizzonte, si profila un'autentica bomba demografica: se esplodesse, scatenerebbe conseguenze devastanti. I fatti. A dieci giorni dalle contestate elezioni che hanno scatenato la protesta dell'opposizione filoromena in Moldova, la Romania si è detta pronta a concedere la 'cittadinanza facile' a 1 milione di moldavi, quasi un quarto della popolazione totale.
L'annuncio del presidente romeno Traian Basescu, espresso al parlamento martedì sera e subito messo in pratica, apre un vaso di Pandora nella crisi diplomatica già in corso tra Bucarest e Chisinau. La condanna del presidente moldavo, Vladimir Vorinin, non si è fatta attendere, mentre l'Unione europea rimane sulle spine: non commenta direttamente la mossa di Bucarest e promette l'invio di missioni che accertino la violazione dei diritti umani.
In poco più di 24 ore il presidente romeno ha realizzato l'annuncio fatto martedì sera, offrendo una facile cittadinanza sia romena sia europea a tutti i moldavi che hanno avuto un parente, fino al terzo grado, con cittadinanza romena. Inoltre le procedure di richiesta sono state velocizzate e non dureranno più di cinque mesi, ha spiegato il primo ministro Emil Boc.
La 'manica larga' della Romania nella concessione di passaporti ai moldavi è fonte di tensioni da tempo, come ha sottolineato la settimana scorsa il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. "C'è un problema la Romania rilascia passaporti romeni a molti moldavi", ha spiegato Mantica ad Apcom, aggiungendo che "secondo le autorità di Chisinau, quasi 500mila moldavi avrebbero anche passaporto romeno".
Oggi Voronin ha reagito definendo il discorso di Basescu "un esempio di revanscismo statale dall'inizio alla fine". Secondo il capo di Stato moldavo, infatti, la Romania sta lavorando per destabilizzare la Moldova ed è dietro alle proteste della scorsa settimana che inneggiavano alla Romania unita e alla Bessarabia. Il 7 aprile 20mila persone sono scese in strada denunciando brogli elettorali e poi assaltando il palazzo del Parlamento, riconquistato il giorno successivo dalla polizia a suon di arresti. La Romania smentisce tutte le accuse, e lo stesso Basescu ha dichiarato di non volere una nuova "cortina di ferro" sul Prut, il fiume che segna il confine tra i due stati, che fino al 1940 facevano parte della stessa unità territoriale.
Gli sviluppi del braccio di ferro fra Romena e Moldova vengono seguiti con grande apprensione dall'Unione Europea, preoccupata che un milione di neocittadini romeni di provenienza moldava possano sciamare nei Paesi dell'Unione, in primis in Italia, con le prevedibili conseguenze di ordine sociale e di sicurezza.
Durissimo il commento del ministro degli Interni, Roberto Maroni: "«A Napoli, i tre romeni sono stati assicurati alla giustizia in tempi strettissimi, a poco più di 24 ore dal feroce duplice omicidio, ma non si poteva prevenire un crimine compiuto da cittadini europei che, come tali, non possono essere soggetti a controlli preventivi. Nessuno può impedire loro di circolare in Europa, nè sottoporli a qualsivoglia restrizione. Le autorità del nostro Paese non possono attuare alcuna forma preventiva di controllo per chi da Bucarest, se vogliamo limitarci all'esempio della Romania, si sposta a Roma. Tra l'altro, nel caso di Napoli non si tratta neanche di romeni di etnia rom che vivono in campi nomadi abusivi».
«A suo tempo -ricorda il ministro - proposi un provvedimento che consentiva al governo rimpatri forzati per gravi motivi di sicurezza e di ordine pubblico o in caso di pesanti precedenti penali. Purtroppo questa norma è stata bocciata dalla Commissione europea che ha ritenuto eccessiva la sanzione del rimpatrio. Un no che ci ha impedito di rendere applicativa questa regola. Abbiamo le mani legate. Bruxelles ci ha fermati».