È 'imminente' l’esame da parte del Consiglio dei ministri del ddl voluto dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini: nel provvedimento anche il "divieto di eseguire questo tipo di operazioni su minori di 18 anni"
Roma, 25 giugno 2009 - È 'imminente' l’esame da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge in materia di chirurgia estetica, voluto dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Il provvedimento contiene "regole per tutelare il benessere di coloro che ricorrono a questi interventi, un numero in costante aumento, e in particolare l’istituzione di un registro delle protesi al seno e il divieto di eseguire questo tipo di operazioni su minori di 18 anni".
Ne ha parlato la stessa Martini partecipando oggi a Roma all’incontro ‘La gestione del rischio nella chirurgia esteticà, organizzato dall’Osservatorio sanità e salute e patrocinato dal Senato della Repubblica.
"Le pazienti donne, ma anche gli uomini - ha evidenziato Martini - devono essere messi nelle condizioni di dare un consenso informato prima di sottoporsi a questi interventi. Spesso, infatti, la voglia di migliorare la propria immagine prevale sulla necessità di avere tutte le informazioni sui rischi e sulle possibili complicanze, che fra l’altro si ripercuotono sul Servizio sanitario nazionale. Il mio non è un no assoluto alla chirurgia estetica, non è una presa di posizione ideologica, bensì una posizione istituzionale, dato che il Ssn deve tutelare la salute di tutti i cittadini".
Il sottosegretario ha ricordato che "l’Italia sarà il primo Paese in Europa a dotarsi di un registro delle protesi mammarie, che consentirà di concretizzare ciò che a mio parere è molto importante: la tracciabilità dei materiali usati e controlli seri sul follow-up. Quasi il 100% dei chirurghi che ho consultato e con cui sto collaborando sono d’accordo con la necessità di regolare questo settore, per evitare che il ‘far west’ della chirurgia estetica nuoccia alla salute dei cittadini e abbia effetti negativi sul Ssn".
Martini ha infine sottolineato che "oggi si vedono visi dai tratti completamente alterati, come anche pubblicità che invitano a viaggi all’estero con inclusi interventi di chirurgia plastica: si tratta di un fenomeno di costume preoccupante, per cui spesso le pazienti corrono dal medico con una foto di qualche attrice in mano.
Spesso un ritocco viene persino considerato un investimento per la propria vita lavorativa o affettiva, dato che oggi si pensa che, per avere successo, occorra per forza essere belli".