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SEQUESTRO ACHILLE LAURO

Espulso il capo del commando palestinese
"Io in Siria? Così mi mandano a morte"

Al Molky è stato condannato a 30 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Genova per il sequestro avvenuto nel 1985 e l’uccisione di un passeggero americano di origine ebraica. L'uomo è sposato con un'italiana

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Youssef Maged Al Molky, capo del commando palestinese che sequestrò l'Achille Lauro (Ansa) Roma, 27 giugno 2009 - E' stato espulso dall'Italia Youssef Maged Al Molky, il capo del commando palestinese che nel 1985 sequestrò la nave da crociera Achille Lauro, uccidendo un passeggero americano di origine ebraica. L'uomo, partito alle 22.30 dall’aeroporto di Roma Fiumicino, diretto in Siria a Damasco dove, a suo dire, rischia la condanna a morte. "Mi hanno usato come merce di scambio fra Italia e Siria. Mi stanno mandando verso la morte", erano state le ultime parole del 47enne con una disperata denuncia lanciata con il cellulare.

 

Al Molky, condannato a 30 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Genova per quel sequestro e l’uccisione dell'americano Leon Klinghofer, ha scontato 23 anni e 8 mesi di carcere, pena ridotta per buona condotta. Appena uscito dall’Ucciardone, nell’aprile scorso, aveva ricevuto un ordine di espulsione nei confronti del quale hanno però fatto ricorso i suoi legale. Secondo i legali, Al Molky, nato in Palestina da padre giordano e madre siriana, e sposato da 5 anni con una donna italiana che vive in Piemonte, "non ha una cittadinanza riconosciuta, è sposato in Italia e secondo la sentenza deve ancora scontare tre anni di libertà vigilata".

 

I legali genovesi chiariscono anche che nelle scorse settimane, su interessamento dell’Autorità palestinese, l’Algeria si era dichiarata disposta ad accogliere Al Molky, ma l’uomo si era rifiutato di accettare la proposta ritenendo che, essendo sposato con una italiana, potesse rimanere a vivere in Italia al fianco della moglie.










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