A una festa della Lega ad Arcore, il leader Lega Umberto Bossi ribadisce di non credere “a una sola parola” sulla vicenda delle feste private a Villa Certosa. E sulle critiche della Chiesa al ddl sicurezza: "In Vaticano i clandestini non entrano"
Arcore, 3 luglio 2009 - Il leader della Lega Umberto Bossi ribadisce di non credere “a una sola parola” sulla vicenda delle feste private a Villa Certosa con le giovani donne organizzate dal presidente del Consiglio.
“A volte penso a quello che è successo e mi sembra una roba tutta organizzata - ha detto Bossi parlando dal palco di una festa della Lega ad Arcore, a poche centinaia di metri dalla residenza di Silvio Berlusconi Villa San Martino - i Servizi sono quelli che organizzano tutte quelle porcate. Mi sembra quello che avveniva anni fa. Allora era peggio perchè usavano le bombe. Oggi, vabbè, usano le donne”. Per Bossi “il fine è sempre lo stesso: destabilizzare i governi”.
“Berlusconi forse - ha proseguito Bossi - ha un solo difetto: che invece di farsi accompagnare dalla polizia normale si fa accompagnare dai Servizi segreti. Meglio farsi accompagnare dalla gente della Lega, come faccio io, e dalla polizia normale, dalla Digos. Farsi accompagnare dai Servizi, mah...”.
IL TEMA SICUREZZA
“Il Vaticano ha i suoi problemi e in Vaticano è vietato fare entrare i clandestini”. Replica così, il leader della Lega Nord Umberto Bossi, alle critiche espresse dal segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, sul Ddl sulla sicurezza. Bossi, che ha definito Marchetto “uno dei tanti”, ha parlato a margine di una festa della Lega ad Arcore.
Il leader leghista si è detto “soddisfatto” per l’approvazione del decreto. “Meno male, sapevamo che sarebbe passato. Gli alleati erano d’accordo fin dall’inizio e hanno mantenuto la parola data facendo passare la legge”.
“Se si riempie la nostra casa di clandestini - ha aggiunto Bossi - non si riesce più a venir fuori dal pasticcio che si creerebbe. Quando si fanno venire persone a casa propria si sa già come va a finire: bisogna dargli la casa gratuita e alla fine la gente lavora per pagare l’interesse di altri”.