L’uomo è stato identificato e rintracciato dai "Falchi" della VI Sezione della Squadra mobile della capitale. Il ladro aveva preziosi ed argenteria per un valore pari a 200mila euro. Probabilmente è responsabile anche della rapina in casa di Enzo Arbore
Roma, 4 luglio 2009 - Potrebbe essere la stessa banda ad aver messo a segno la rapina nella casa di Renzo Arbore e in quella dell’ex calciatore Beppe Signori. I falchi della VI sezione della Squadra mobile di Roma diretti da dottore Tommaso Niglio hanno arrestato un albanese di 33 anni, molto probabilmente legato alla banda che ha messo a segno diversi colpi nella zona nord di Roma.
Durante la perquisizione nell’appartamento dove l’albanese vive a Casale Lombroso, che esternamente appariva come uno stabile fatiscente ma all’interno gli agenti della Squadra mobile hanno trovato un vero e proprio museo con lusso ostentato e sfarzoso, fatto di capitelli d’oro e mobili di pregio, gli agenti hanno rinvenuto refurtiva appartenente in parte a due colpi messi a segno l’uno a fine marzo in casa di un ingegnere sulla Cassia dove erano stati portati via valori per un totale di 200 mila euro, l’altro a casa dell’ex giocatore della Lazio Beppe Signori, nella zona Balduina nel mese di Aprile. Tra il materiale recuperato, in parte ancora da attribuire ai proprietari, vi sono pezzi preziosi di argenteria, gioielli, una statua e le chiavi dell’auto di Beppe Signori. Da accertamenti è emerso che l’auto era stata rubata e poi subito dopo lasciata perchè munita di satellitare.
La polizia suppone che ci sia un collegamento tra la rapina a casa di Beppe Signori e quella a casa dello showman Renzo Arbore avvenuta una decina di giorni fa nella sua abitazione di via Cortina d’Ampezzo. A far supporre il collegamento agli agenti sarebbe un tubo di gomma annodato a una ringhiera della casa. Un elemento che gli inquirenti hanno riscontrato in tutti e due i colpi e che pensano possa essere una firma della banda.
Gli agenti sono arrivati all’abitazione dove vive l’albanese dopo aver pedinato una donna romena, compagna di un uomo coinvolto nelle indagini, che ha destato l’attenzione dei poliziotti perchè usava un passeggino per bambini per trasportare alcuni oggetti e aveva ripetuti incontri con persone dell’est. Il pedinamento ha portato due giorni fa gli agenti alla casa, formalmente di proprietà di uno slavo, dove oltre alla refurtiva è stata rinvenuta la somma di 45mila euro in contanti, provento dell’attività illegale.