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LA MOSTRA

‘Stravaganti e bizzarri’
gli ortaggi e i frutti di Bimbi

Le Scuderie medicee e il Museo della Natura Morta nella Villa di Poggio a Caiano celebrano l'arte di Bartolomeo Bimbi (1648-1730), le cui tele hanno come protagonisti verdure e frutti della campagnia toscana

                                                                              di Olga Mugnaini

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Mostra a Poggio a Caiano Poggio a Caiano, 15 Maggio 2008 -  “… né Tiziano né Raffaello, né alcun pittore del mondo che avesse voluto fare frutte e fiori mai sarebbe arrivato a farli in quelle forme e così bene”. Francesco Saverio Baldinucci lo descrive così nel suo Vite di artisti dei secoli XVII e XVIII.

 

E in effetti le nature morte di Bartolomeo Bimbi sono così botanicamente precise, che tutt'oggi la maggior parte dei suoi dipinti appartiene alla Sezione Botanica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. Zucche, cavoli, uva meloni e cocomeri, grappoli d’uva, tartufi, agrumi e ancora molti altri frutti e verdure della campagna toscana - a volte anche qualche animale - sono i soggetti su cui si specializza questo particolare artista della corte medecea, nato a Settignano (Firenze) nel 1648 e morto a 82 anni solo e dimenticato. A lui dedicano una mostra le Scuderie medicee e il Museo della Natura Morta nella Villa di Poggio a Caiano dal titolo ‘Stravaganti e bizzarri’.

 

Ortaggi e frutti dipinti da Bartolomeo Bimbi per i Medici, che resterà aperta fino al 20 luglio. Le opere esposte - una trentina circa - provengono da un importante nucleo di opere destinate dal granduca Cosimo III de’ Medici, tra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento, alla Villa (o Casino) della Topaia, luogo di ritiro e di pace agreste nei pressi della villa medicea della Petraia.

 

Si tratta di dipinti esposti per la prima volta dopo i restauri degli ultimi anni e raffigurano ortaggi e frutti eccezionali o stravaganti per dimensioni, che oltre al valore artistico sono lì a testimoniare l'attenzione che i Medici avevano per la scienza. Le nature morte in mostra vennero destinate infatti dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena al Museo di Storia Naturale, fondato nel 1775. "Con questa mostra si porta allo scoperto un aspetto del legame tra arte e scienza - spiega la Soprintendente del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini - che ha caratterizzato la cultura dei Medici fin dal Rinascimento".

 


In una sala del Museo
è visibile inoltre una selezione di opere e di documenti legati al tema degli agrumi, che si accompagnano alla visione delle grandi tele con Spalliere di agrumi, realizzate nel 1715 dal Bimbi per la Topaia, a manoscritti e alcuni esempi dall’importantissimo erbario del botanico granducale Pier Antonio Micheli (a servizio di Cosimo III e contemporaneo del Bimbi, e la cui attività scientifica è strettamente collegata a quella del pittore), conservati oggi presso l’Università fiorentina.

 


Infine, viene esposta per la prima volta una significativa selezione dalla collezione di modelli in cera di frutti ed ortaggi, risalenti al tardo Settecento, conservata anch’essa nella Sezione Botanica dell’Università di Firenze.

 


Allievo di Lorenzo Lippi
e Onorio Marinari, Bartolomeo Bimbi si specializzò oltre che in soggetti floreali anche nelle grottesche. La mostra è curata da Stefano Casciu e Chiara Nepi, con la collaborazione di Ilaria Della Monica, Riccardo Spinelli e Anna Maria Pult Quaglia.

 

E' promossa e organizzata dal Comune di Poggio a Caiano, con la collaborazione della Soprintendenza speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze (Museo della Natura Morta nella Villa medicea di Poggio a Caiano), dell’Università degli Studi di Firenze (Museo di Storia Naturale, Sezione Botanica) e con il contributo della Provincia di Prato.

di Olga Mugnaini










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