Il capolavoro di oreficeria è esposto, insieme ad altri pregiati pezzi, nella mostra 'Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese', allestita nella Chiesa di San Filippo a Castiglion Fiorentino fino al 31 maggio
Roma, 15 maggio 2008 - Argento dorato, filigrana, smalti, perle, gemme e pietre dure danno forma a una raffinata croce del XIII secolo di proprietà. Un gioiello di raffinata oreficeria che in realtà nasce come scrigno per custodire due preziosissime reliquie donate nel 1258 da Luigi IX re di Francia a Fra' Mansueto, frate francescano di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo che rivestì ruoli chiave per ben quattro pontefici.
L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha appena finito il restauro di questo straordinario reliquiario conosciuto col nome di Croce Santa e conservato nella Pinacoteca di Castiglion Fiorentino, all'interno del quale si trovano un frammento della Santa Croce e d'una spina della corona di Cristo.
Il capolavoro di oreficeria è esposto, con un'opera lignea del XIV secolo ed altri importanti materiali, in una mostra dal titolo 'Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese. Il restauro della Croce Santa e della statua lignea di San Michele', allestita nella Chiesa di San Filippo a Castiglion Fiorentino fino al 31 maggio, prima di tornare nella Pinacoteca cittadina.
La storia racconta che 750 anni fa, il 24 agosto del 1258, il re di Francia Luigi IX dona personalmente a Fra’ Mansueto queste due preziose reliquie. Nella primavera dello stesso anno, il frate viene inviato da Papa Alessandro IV, in qualità di legato pontificio, a negoziare la pace tra Francia ed Inghilterra che sarà ratificata l’anno dopo, nel 1259, con il Trattato di Parigi. Si tratta di un dono prezioso - basti pensare che il sovrano ha fatto erigere la monumentale Saint Chapelle solo per conservare le reliquie riportate dalla Terra Santa - che testimonia il riconoscimento dell’importante ruolo diplomatico svolto dal frate e la grande stima personale che il re nutre nei confronti di Mansueto.
Non si sa se la Croce Santa sia stata donata dal re di Francia a Fra’ Mansueto insieme alle reliquie oppure se fu realizzata successivamente, fatto sta che questo prezioso reliquiario è da anni al centro di una querelle che divide gli studiosi, tra quelli che l’attribuiscono ad una manifattura francese e quelli che la riconducano a una senese. Certamente è un'opera (cm 43 x 35,5 senza base) di straordinaria qualità che presenta dei bracci polilobati con punte raggiate. La superficie in argento dorato, lavorata su entrambe le facce, è ricoperta da preziose filigrane realizzate anch’esse in argento dorato, su cui sono sistemate grandi gemme di molteplici colori, poste in alti castoni conici, ornati con cosiddette pietre cabochon. Sul davanti, all’incrocio dei bracci, è disposta centralmente una piccola croce stauroteca (cm 7,2 x 6,7) in oro traforato e cesellato che custodisce la reliquia del Sacro Legno. Intorno ad essa sono disposti quattro piccoli medaglioni in émaux de plique. Più in basso, sullo stesso lato, in una piccola teca in rame dorato, chiusa da un cristallo e contornata da sedici piccoli castoni con pietre, è conservata l’altra reliquia della spina della corona di Cristo. Il basamento in rame dorato e la crocetta apicale sono sicuramente delle aggiunte successive.
Il restauro dell’opera, iniziato a gennaio di quest'anno, diretto da Clarice Innocenti con il coordinamento tecnico di Giorgio Pieri e l’esecuzione di Martina Fontana, è risultato particolarmente complesso in quanto non è stato possibile smontare le varie parti che compongono il reliquiario ed agire agevolmente su ogni pezzo. Lo stato di conservazione dell’opera era abbastanza discreto considerato il costante uso liturgico a cui è stata sottoposta la croce nel corso dei secoli. Tuttavia, il tempo e i vari interventi di restauro e manutenzione avevano reso precario l’assetto di molti castoni che erano stati consolidati con invasive saldature a stagno ricoperte con uno strato di porporina, oltre a parti di filigrana sul punto di staccarsi e la crocetta apicale in rame dorato completamente incurvata. Particolarmente difficile è stata la rimozione delle saldature a stagno, incompatibili per motivi estetici con la qualità eccelsa della Croce, che sono state affinate e diminuite di volume facendo così riacquistare la forma tipicamente conica ai castoni.
Oltre alla Croce Santa sono in mostra a Castiglion Fiorentino: il prezioso sigillo in cera vergine di Luigi IX e il reliquario ligneo seicentesco che conteneva la lettera di accompagnamento del dono delle reliquie, oggi perduta ma di cui rimane una copia notarile nel monastero di San Francesco a Prato, datata 1270.
Infine in mostra una scultura lignea (cm 205 x 40 x 40) raffigurante San Michele Arcangelo che uccide il drago, in origine policroma e dorata, del primo decennio del XIV secolo.
di Olga Mugnaini