L'opera contestata dell'artista tedesco Martin Kippenberge in mostra al museo di arte contemporanea della città altoatesina non verrà spostata. Il Cda respinge seccamente la richiesta del presidente della Regione
Bolzano, 28 agosto 2008 - La rana crocifissa del Museion resta esposta. "La rana crocifissa dell'artista tedesco Martin Kippenberge resta regolarmente esposta fino alla fine della mostra". Così con un telegrafico comunicato il vertice del Museion, il museo di arte contemporanea di Bolzano, ha replicato alle richieste del presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder di rimuovere la contestatissima opera 'per opportunità politica'.
La richiesta dei vertici della politica altoatesina era arrivata a seguito della lettera che Papa Benedetto XVI aveva inviato allo stesso presidente Durnwalder in cui stigmatizzava l'esposizione della rana crocifissa, ritenuta blasfema nei confronti dei sentimenti religiosi della maggioranza della popolazione. Fin dal giorno dell'inaugurazione del nuovo Museion l'opera di Kippenberger è stata oggetto di una lunga sequela di proteste, prese di posizione, di raccolte di firme, petizioni varie, manifestazioni e digiuni. Mai si era scatenata in Alto Adige - neppure negli anni di maggiore tensione etnica - una polemica trasversale tanto furente e coinvolgente.
Una soluzione di compromesso si era trovata di recente con lo spostamento della rana crocefissa dall'atrio d'ingresso al terzo piano del Museion. Il Cda del Museion - composto in maggioranza da rappresentanti della Provincia Autonoma che aveva chiesto la rimozione dell'opera contesta - ha ieri deciso 'a chiara maggioranza' di respingere le pressioni politiche e di difendera le scelte della direttrice, la svizzera Corinne Desirens. Quindi gli stessi delegati della Provincia hanno votato contro i desiderata di chi li aveva nominati. Immediate le reazioni politiche. Da parte di lingua tedesca il presidente del consiglio regionale Franz Pahl (Svp) protagonista anche di un digiuno anti-rana, ha affermato che "si è toccato il fondo", mentre l'Union fur Sudtirol (partito della destra sudtirolese) ha sostenuto che "la provocazione continua".
Plauso alla decisione assunta dal Cda del Museion è venuta invece da Riccardo Delloo Sbarba dei Verdi ("da oggi l'Alto Adige è più libero") e da Guido Margheri (Sinistra democratica) che in mattinata aveva presentato un esposto in Procura contro le pressioni della politica nei confronti della libertà di espressione. Non va dimentico un aspetto importante che ha investito la questione: quello relativo al fatto che è la Provincia Autonoma (che detiene così anche la maggioranza dei rappresentanti nel Cda) il maggiore finanziatore del Museion.
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