Il Real esonera Fabio Capello
"Sheva non tornerà al Milan"
La giunta e il presidente delle merengues danno il benservito al tecnico friulano. Piersilvio Berlusconi pone fine alle voci sul ritorno dell'ucraino in maglia rossonera. Cassano vorrebbe la Juve, mentre Chivu resta in bilico tra Barcellona e Inter
Milano, 28 giugno 2007 - Fabio Capello non è più l'allentore del Real Madrid. La notizia era nell'aria, i quotidiani sportivi spanoli lo avevano già anticipato, mancava solo l'ufficialità, che è giunta al termine dell'incontro della giunta esecutiva del club. Al suo posto dovrebbe arrivare Bernd Schuster, quest'anno al Getafe, con cui la società avrebbe già concluso un accordo.
Shevchenko? No, grazie. Piersilvio Berlusconi chiude definitivamente la porta al ritorno dell'ucraino a Milano. Per farlo, sceglie un'occasione insolita: la presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset per la prossima stagione televisiva. "Sheva è stato un grande del Milan - ha affermato il figlio del presidente rossonero - Ma ormai appartiene al passato. Il nostro obiettivo è Samuel Eto'o. Non sarà facile raggiungerlo, però ci proveremo con tutte le nostre forze".
Intanto Adriano chiama il Milan: se ci fossero le condizioni economiche, sarebbe disponibile a diventare rossonero. Ma da questo orecchio, Moratti pare non sentirci. Cassano è pronto ad andare alla Juve a piedi: al club bianconero ha fatto sapere di essere pronto a trasferirsi anche domani a Torino, pur di uscire da quello che pe rlui è diventao un incubo a nome Real Madrid.
Crespo chiede garanzie all'Inter dopo l'arrivo di Suazo che porta attualmente a sei il numero degli attaccanti a disposizione di Mancini (Crespo e Suazo appunto, Adriano, Cruz, Ibrahimovic e Recoba): "Vogli spaere chi resta e chi parte, perchè per ora siamo in tropi", avverte Hernan dal ritiro della nazionale argentina impegnata nella Coppa America.
Il mercato è bello perchè è vario e ogni giorno riserva sorprese. A Barcellona, per esempio, erano convinti fosse il giorno buono per l’annuncio del trasferimento di Cristian Chivu al Barcellona, invece all’«hora feliz», quella dell’aperitivo, è arrivata la fumata grigia. Non sono bastati due incontri (uno martedì sera e un altro ieri mattina) fra il ds della Roma, Daniele Pradè e i dirigenti del club blaugrana per sbloccare la situazione. «La richiesta della Roma è ferma sui 18 milioni - ha spiegato Pradè al rientro in Italia - L'offerta degli spagnoli è interessante, ma per motivi di riservatezza non è possibile comunicarla. Ci siamo presi al massimo 48 ore di tempo per riflettere prima di risentirci. Comunque il Barcellona è autorizzato dalla Roma a trattare sia con il procuratore del calciatore sia con Chivu, visti gli ottimi rapporti tra i due club». Quest’ultima precisazione nasconde il vero problema di tutta la vicenda (i catalani hanno offerto fra i 12 e i 14 milioni ed un giocatore a scelta fra Belletti, Motta e Giuly).
E’ in corso, infatti, una vera e propria guerra fra il procuratore del romeno, Joan Becali (in parola con Moratti) e l’agente Fifa, Ernesto Bronzetti, spuntato a sorpresa nella trattativa. Il referente di Becali in Spagna, infatti, è Tente Sanchez, che dopo essere stato la settimana scorsa a Villa Pacelli con i dirigenti blaugrana, è stato tenuto all’oscuro di tutto. E siccome il passaggio di difensore al Barcellona garantirebbe una ricca parcella (circa 600.000 euro) all’intermediario Bronzetti, si capisce perché Becali e Chivu si siano irrigiditi. D’altro canto a Trigoria assicurano che non è arrivata nessuna offerta ufficiale da parte dell’Inter: un messaggio criptato che può essere interpretato come una sorta di invito a rialzare la posta. Marco Branca, direttore tecnico dei nerazzurri, non sembra però preoccuparsi: «La situazione è semplice, non abbiamo trovato l'accordo con i giallorossi, verificheremo nei prossimi giorni se ci sono margini per un'intesa. Ci fa comunque piacere avere il gradimento del giocatore».
Nel mirino del Milan, oltre a quello di Pato (Berlusconi ha dato il via libera per l’assalto) e Fernando Torres, rispunta anche il nome di Rolando Bianchi, vecchio pallino di Ariedo Braida. L’attaccante piace molto al Napoli (disposto a investire 10 milioni di euro) ma la Reggina alcune settimane fa aveva un pre-accordo con la Juventus sulla base di 12 milioni di euro (e Palladino come contropartita tecnica). Ora il Milan torna seriamente alla carica.
Chi arriva e chi parte: come Oliveira. Il brasiliano è stato offerto in Spagna ma nelle ultime ore si è fatto avanti il Fenerbahce per il prestito (con diritto di riscatto). Intanto Abbiati ha spiegato perché ha deciso di emigrare in Spagna: «Ho sentito Vieri e Albertini, mi hanno parlato molto bene dell'Atletico Madrid e mi hanno convinto a prendere questa decisione». Da un portiere all’altro: Sereni, dopo aver rotto con la Lazio ha firmato un biennale con il Torino.
Domenico Morfeo, invece, sta per accordarsi con i greci dell’Olympiakos. Giornata d’affari anche alla Juventus: ieri Alessio Secco ha definito il trasferimento del centrocampista Paro al Genoa. Ora il ds bianconero partirà all’assalto di Pepe. Il Porto era partito da una valutazione di 20 milioni, ma è disposto a inserire nella trattativa Fabrizio Miccoli. Secco vuole stringere i tempi e proprio per questo motivo ha rallentato su Milito e spera che il Porto accetti 12-13 milioni più il fantasista salentino.
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