Il bianconero descrive l'esperienza in serie B: "Abbiamo creato un gruppo molto più umano perchè le aspettative erano diverse, la cosa positiva è che siamo risaliti subito in Serie A". Escluso dalla nazionale francese, parla anche del suo rapporto con Domenech: "Io e lui guardiamo il calcio in modo diverso"
Roma, 5 giugno 2008 - "Ho prolungato il rapporto con la Juventus fino al 2011. Spero di poter chiudere la mia carriera con questa maglia". Queste le parole espresse da David Trezeguet, attaccante bianconero, ai microfoni di 'I signori del gol', l'approfondimento di Sky Sport 1 dedicato ai più grandi goleador europei ancora in attività.
Trezeguet ha anche parlato del suo rapporto con la nazionale francese e in particolare con Domenech: "Io e lui guardiamo il calcio in modo diverso - ha affermato -, con la Nazionale non ho più niente da dimostrare, penso di aver dimostrato di meritare la convocazione".
Poi il ricordo di Germania 2006: "Ho vissuto un Mondiale molto difficile, perchè erano sempre gli stessi undici che giocavano sempre, e gli altri erano da parte. Io ho la visione di gruppo diversa - ha continuato - se un gruppo è composto da 23 giocatori, l'allenatore deve stare più attento a quelli che non giocano. E in Germania non era così. Credo che questa sia stata la forza dell'Italia - ha evidenziato ancora l'attaccante transalpino -, era un gruppo molto unito, l'Italia del 2006 era come la Francia del 2000, quando la forza era determinata da tutti e 23 i giocatori".
Inevitabile il ricordo del rigore sbagliato a Berlino, con Trezeguet che si è detto "dispiaciuto" per i compagni. "Personalmente - ha affermato -, niente di più e niente di meno. È stato per me un Mondiale negativo dall'inizio alla fine. Ero dispiaciuto per quei giocatori che erano sempre in campo. Non ho mai sentito la fiducia nei miei confronti - ha ribadito l'attaccante della Juve -, e in campo si è anche visto, però sono rimasto sempre tranquillo perchè ho sempre dato il massimo per la Nazionale".
Con la maglia della nazionale Trezeguet ha però un ricordo particolare, la rete contro l'Italia che consegnò gli Europei del 2000 ai transalipini: "Quella rete è stata la più importante della mia carriera".
Dalle vicende con la maglia dei 'galletti' a quelle con la casacca bianconera, con la sottrazione dei due scudetti alla Juve per via di calciopoli. Trezeguet, però, è rimasto a Torino anche B: "Le motivazioni erano poche per me come per gli altri, per la società stessa e per i tifosi - ha ammesso -. Nessuno meritava di disputare un campionato di Serie B. Però, ci siamo trovati in quella situazione, calcisticamente non è stata un'esperienza nè positiva nè negativa. Ci siamo ritrovati dei giovani che l'anno prima erano in Primavera - ha aggiunto il francese -. Abbiamo creato un gruppo molto più umano perchè le aspettative erano diverse, la cosa positiva è che siamo risaliti subito in Serie A".
Poi spazio all'amarcord e a chi gli chiede dei suoi idoli da bambino Trezeguet ha risposto: "Sono cresciuto con l'immagine di Maradona, i miei primi ricordi sono stati i Mondiali '86 in Messico, però devo dire che per il mio posto sicuramente è stato Batistuta quello che mi piaceva di più. Era un attaccante molto forte - ha raccontato -, aveva l'immagine del giocatore bello da vedere".
L'attaccante francese ha poi parlato dei suoi trascorsi con la maglia del Monaco: "Molta gente ha capito che quello che mi ha scoperto al Monaco è stato Wenger, invece non è così perchè, quando sono arrivato lui non c'era più. È stato Jean Tigana e ritrovarmelo come allenatore è stato un onore per me".
Infine l'arrivo alla Juve, con 14 gol alla prima stagione e un infortunio: "Non è che mi aspettassi di più, ho iniziato sapendo che quelli davanti a me erano i titolari. Purtroppo quell'anno siamo stati eliminati subito dalla Coppa Italia e dalla Champions League. Alla fine del campionato - ha araccontato -, avevo una grandissima possibilità di andare al Liverpool. Ho avuto un colloquio con Ancelotti che mi ha detto di avere pazienza e di continuare a lavorare come stavo facendo perchè lui aveva fiducia in me. Nelle ultime 5 partite sono riuscito a realizzare 7 gol - ha aggiunto -, è stata la mia prima rivincita nel campionato italiano".
Da ultimo i ricordi più recenti con la Juve di Lippi, "che era l'idolo dei tifosi e che mi ha dato una grandissima fiducia. I ricordi più bellli della carriera? I due gol in semifinale di Champions contro il Real Madrid: per la bellezza e perchè il Real è sempre stata la squadra da battere. Avevamo davanti a noi giocatori come Figo, Ronaldo, Zidane e noi, con le nostre armi, siamo riusciti a fare due partite di un livello straordinario, ho avuto la possibilit di segnare sia allandata che al ritorno e per questo, quella col Real, rimane una delle più belle partite della mia carriera".