Il Milan si ferma all'Olimpico. E proprio sul piu' bello si impantana in una Samp tanto pratica quanto cinica e nella sua stessa illusoria effige esibita sabato scorso a Roma
Milano, 19 marzo 2008 - Il Milan si ferma all'Olimpico. E proprio sul piu' bello si impantana in una Samp tanto pratica quanto cinica e nella sua stessa illusoria effige esibita sabato scorso a Roma. Si pensava potesse sorgere un Milan nuovo dalle ceneri della bruciante ma convincente sconfitta subita contro i giallorossi. Contro la Sampdoria, pero', il Milan e' crollato nuovamente, per la terza volta in un San Siro divenuto in questa stagione consueto scenario di incubi indigesti. 2-1 per i blucerchiati, piu' netto di quello che sembra e senza appello.
Almeno questa volta nessuno potra' vantare diritti sulla prestazione, indecente nel primo tempo, leggermente migliore (ma non poteva veramente essere altrimenti) nella ripresa. Fortuna che i punti di svantaggio sulla Fiorentina rimangano sempre 4, sebbene ora questa incredibile Sampdoria si sia appostata a una sola lunghezza di distanza. L'Europa buona, dunque, e' quella blucerchiata nella sera di San Siro: una miracolosa Coppa Uefa (sempre uno il punto di vantaggio sull'Udinese), che puo' valere una stagione. Se si potesse dire lo stesso per il Milan...
Mazzarri, pero', se la tiene stretta, andando a conquistare tre punti che alla fine, se Uefa sara', risulteranno inevitabilmente determinanti. Densita' e pressione: queste le inequivocabili armi del tecnico blucerchiato per disinnescare i rossoneri. Poi ripartire ovviamente, anche se con meno qualita' del solito - Bellucci, ancora non al meglio, e' solo in panchina - e i centimetri dell'ormai non piu' inedita coppia d'attacco Delvecchio-Bonazzoli (chiedere a Cassano). Il Milan, invece, e' il solito Milan. Almeno rispetto agli ultimi tempi. Pato solo la' davanti, Kaka e Seedorf a rifinire, rinfrancati entrambi dalla scintillante notte romana di sabato scorso. Oramai e' questo il progetto ancelottiano che dovrebbe portare alla Champions. Ma se ancora una volta in mezzo ci si mette la sfortuna, tutto puo' crollare. Come crolla Kaka': letteralmente, dopo solo 10 minuti.
Al contrario delle speranze rossonere la lombalgia non gli da tregua e a nulla devono esser valse le premurose cure alle quali il brasiliano e' stato sottoposto sin dalla notte dopo la gara contro la Roma. Il Pallone d'oro si accascia ed esce, al suo posto Paloschi. La Samp, concretissima, ne approfitta subito, addirittura da un fallo laterale. Palombo scodella, Delvecchio rovescia in mezzo, Sammarco prolunga, Maggio segna. Facile equazione, il tutto nell'area piccola. Nel mezzo, una difesa del Milan quasi inesistente, ferma a rimirare la combinazione sampdoriana. Peccato capitale, e gravissimo. Perche' il Milan, gia' in difficolta', sembra un castello scricchiolante animato da fantasmi. Inguardabili Seedorf e Jankulovski, lenti Gattuso e Ambrosini, completamente fuori dal gioco Pato. Certo la Samp sta tutta dietro e non e' facile, ma ai blucerchiati basta solo fare il proprio, ovvero correre e lottare, e quasi per inerzia arriva il raddoppio, gelido e pungente nella notte di San Siro.
L'iniziativa ce la mette Volpi, che ruba palla, riparte e lancia; la giocata Delvecchio, che scatta, rientra su Nesta e brucia Kalac. Siamo al 25', 0-2. E ora si' che i fischi diventano assordanti. Il Milan e' alle corde, sulle gambe e senza idee. Sconfortante. Come i vani tentativi rossoneri del primo tempo: tre innocue conclusioni a firma di Nesta, Jankulovski e Pato. La Samp e' tutta un'altra storia, fiammante e velocissima. Maggio al 41' puo' fare il terzo, ma non affonda e spreca la migliore occasione della gara.
Buon per il Milan, che nella ripresa carica a testa bassa. Nulla di eccezionale, ma almeno qualche occasione arriva. Prima Pirlo su punizione prende il palo, poi il gol di Paloschi che riaccende le speranze a venti minuti dalla fine. Testa su cross di Pato, la Samp si arrocca ancora di piu'. Il Milan pero' fa molta confusione, cerca disperatamente l'area con cross lenti e prevedibili e non colleziona praticamente mai un'occasione degna di questo nome. Finisce cosi', nella delusione rossonera. Per sperare nella Champions ci sono ancora nove partite, a Milano tutti sperano possano essere sufficienti.
Milan (4-3-2-1): Kalac 5,5; Oddo 5, Nesta 6, Kaladze 5, Jankulovski 4 (10' st Favalli 6); Gattuso 5, Pirlo 5,5, Ambrosini 5 (1' st Gilardino 6); Kaka' sv (10' st Paloschi 6,5), Seedorf 4; Pato 5. A disp. Fiori, Simic, Emerson, Brocchi. All. Ancelotti 5,5
Sampdoria (3-5-1-1): Castellazzi 7; Lucchini 5,5, Gastaldello 7, Accardi 6,5; Maggio 6,5, Sammarco 5,5, Volpi 7, Palombo 6, Pieri 5,5 (29' st C. Zenoni sv); Delvecchio 7 (42' st Ziegler sv); Bonazzoli 6 (31' st Bellucci sv). A disp. Mirante, Sala, Miglionico, Kalu. All. Mazzarri 7
Arbitro: Banti di Livorno 6
Marcatori: 12' pt Maggio (S), 25' st Delvecchio (S), 26' st Paloschi (M)
Note: espulso al 46' st Lucchini (S) per doppia ammonizione. Ammoniti Pieri, Favalli, Delvecchio. Recupero 1' pt, 5' st. Spettatori 52.000 circa.