Parma, 4 maggio 2008 - Mano sul cuore per provarci fino al termine del campionato. Il Parma combatte, soffre e vince 1-0 contro il Genoa la partita che tiene vive le speranze. Certo, gli emiliani sono ancora in zona retrocessione, ma la bella prestazione offerta fa pensare che per la salvezza non serve un miracolo. Cuper il suo gia' l'ha fatto.
Nonostante le nove defezioni tra squalifiche e infortuni, il tecnico argentino e' riuscito infatti a mettere in campo una squadra attenta e agguerrita. Certo, ci fossero stati almeno Cigarini in mezzo al campo e Budan davanti, tutto sarebbe stato piu' facile, ma sin dai primi minuti gli emiliani hanno tenuto i liguri dalle parti di Rubinho. Il punto debole del Genoa il Parma l'ha trovato sulla fascia destra. Rossi e soprattutto Konko nella prima mezzora hanno regalato agli avversari tanto spazio e ogni tanto anche qualche palla buona per il vantaggio. Buon per Parravicini e Reginaldo, con il brasiliano che ha partecipato a tutte le azioni pericolose. Sembrava giusta quella che gli e' capitata al 24', quando l'attaccante del Parma ha rubato palla a Criscito ma poi si e' fatto deviare in angolo il tiro del possibile 1-0.
Spaventato dall'idea di passare dalla Champions alla serie B nel giro di pochi mesi, anche Lucarelli ha cercato di sbloccare la situzione nel primo tempo. Ma un po' perche' gli sono capitate solo palle impossibili, un po' perche' Bovo, il suo marcatore, e' stato uno dei pochi genoani che si e' impegnato davvero, l'ex punta della Shakhtar non e' stato subito in grado di guidare i suoi. Tanto possesso di palla, ma davvero pochi tiri in porta dunque, anche considerando la scarsa opposizione proposta dal Genoa. Se il presidente Preziosi in settimana aveva augurato al collega Ghiradi di salvarsi, anche i suoi giocatori hanno fatto poco per mettere il bastone tra le ruote a un Parma che non sembrava in grado di approfittarne. Ma la forza della disperazione, si sa, tira fuori il meglio anche quando tutto sembra andare male.
Con una serie di Primavera in panchina, Cuper ha cosi' puntato tutto sul carattere. Mano sul cuore dei giocatori e il Parma uscito dallo spogliatoio e' quello che puo' ancora sperare. Grazie alla grinta di tutta la squadra, ma grazie soprattutto a Lucarelli, che ha mostrato tutta la sua forza al 12'. Quella che gli ha permesso di colpire la traversa, di rialzarsi e di vincere ancora il confronto con Konko e Rubinho per il gol del vantaggio. Il resto della partita della partita il Parma l'ha passato soffrendo. Contro Borriello, che solo verso la fine si e' ricordato che Trezeguet e' una seria minaccia al titolo di capocannoniere, ma anche contro il giovane Wilson, il brasiliano messo in campo da Gasperini per tentare la rimonta. Che pero' non e' riuscita. E Parma spera.
Parma (4-4-2): Pavarini 6,5; Coly 6,5, Falcone 6 (26' st Antonelli 6), M. Rossi 6,5, P. Castellini 6; Dessena 6, Morrone 7, Parravicini 6 (49' st Anelli sv), Mariga 6; Reginaldo 6,5 (38' st Lorenzini sv), C. Lucarelli 7. A disp. Bucci, Moretti, Martinez, Prijovic. All. Cuper 7
Genoa (3-4-3): Rubinho 5; Konko 5, Bovo 6, Criscito 6; M. Rossi 6 (23' st Figueroa 6), Milanetto 5,5 (35' st Vanden Borre 6), Juric 5,5, Danilo 5,5; Sculli 5, Borriello 5, Leon 5,5 (29' st Wilson 6). A disp. Scarpi, A. Lucarelli, Santos, De Rosa. All. Gasperini 5,5
Arbitro: Trefoloni di Siena 6,5
Marcatori: 12' st C. Lucarelli
Note: ammoniti Milanetto, Morrone, Konko, Criscito. Recupero 1' pt, 5' st. Spettatori 25.000 circa.