Roma, 29 novembre 2007 - La Capitale è ancora presa nel pieno del braccio di ferro tra i tassisti ed il Comune per l'attuazione della riforma del servizio. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha incontrato alle 19 i rappresentanti sindacali dei tassisti, per riprendere la trattativa sulla vertenza: al colloquio sarà presente anche il prefetto della capitale, Carlo Mosca. La decisione è maturata nel corso della riunione che i tassisti hanno avuto nel pomeriggio con lo stesso Mosca.
La mediazione del prefetto è intervenuta dopo la decisione del Comune di non avviare trattative fino a quando fossero continuate le manifestazioni e gli scioperi selvaggi messi in atto dalla categoria. Ma nel corso della giornata la posizione dei tassisti s'è fatta più delicata a seguito dell'intervento del presidente della commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici Antonio Martone che ha chiesto al prefetto la precettazione e l'individuazione dei responsabili della manifestazione per poterli sanzionare.
Anche la Procura di Roma è scesa in campo ed ha aperto un fascicolo d'inchiesta in merito alle manifestazioni di ieri. Gli inquirenti per ora procedono per l'ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio. A piazzale Clodio non si esclude che nelle prossime ore si possano ipotizzare altri reati nel fascicolo sulle proteste dei conducenti di taxi. In tal senso il pm Attilio Pisani, a cui sono stati delegati gli accertamenti dal procuratore capo Giovanni Ferrara, attende un rapporto di polizia sui fatti che si sono svolti ieri nel centro della Capitale.
Dura la presa di posizione del sindaco Walter Veltroni: la forma di lotta sindacale adottata dai tassisti romani "è inaccettabile", ha detto il primo cittadino romano. "Il taxi è un servizio pubblico, si può proclamare lo sciopero, ma nel rispetto dei tempi e nei modi previsti dalla legge". E soprattutto, ha aggiunto Veltroni, "non si può bloccare una città intera all'improvviso". "Ribadiamo la nostra opinione e la nostra posizione: concederemo ulteriori 500 licenze e semmai potremo concordare con i tassisti il quando o il come". Si è conclusa la riunione in Campidoglio tra il sindaco di Roma Walter Veltroni e i rappresentanti sindacali dei tassisti della Capitale. Il primo cittadino non ha cambiato idea: "Non si poteva dare il segnale che bloccando una città si ottengono dei risultati".
Chi ha preso parte alla riunione in Campidoglio racconta di un Veltroni furioso: "Quello che è accaduto in queste 48 ore è stata una pagine inaccettabile della storia sindacale italiana - ha spiegato il sindaco dopo ai giornalisti - ieri noi abbiamo fatto una proposta con l'aumento delle tariffe e la concessione di altre 500 licenze, avevo solo chiesto un'opinione a fronte della quale è stata bloccata la città per 48 ore".
"Io sono per la difesa dei tassisti come lavoratori - ha sottolineato Veltroni - e proprio per questo ho detto ai rappresentanti sindacali che hanno messo la categoria in un angolo: per quanto ci riguarda considero assurdo quello che è successo ma ho dato loro tutto il tempo di valutare la proposta, quello che è certo è che l'aumento delle tariffe è legato alle 500 licenze in più".
"Di fronte a una proposta nella quale si chiede un'opinione - ha ribadito Veltroni - non si può bloccare la città: mi auguro che ora si ripristinino normali relazioni sindacali ma dopo quello che è successo non torno indietro, sarebbe un segnale assurdo al paese. Da parte mia - ha detto ancora - c'è comunque la stessa disponibilità che avevo ieri, quella dei tassisti è una categoria seria anche se a volte strumentalizzata". "C'è la massima apertura e disponibilità al dialogo - ha proseguito - i tassisti sono una categoria da rispettare, è giusto aumentare le tariffe ma anche - ha concluso Veltroni - che i cittadini trovino più taxi quando li cercano".
Quella avanzata dal sindaco Walter Veltroni nella riunione che si è svolta in serata in Campidoglio "non è una posizione accettabile: sentiremo ora la categoria che cosa vuole fare, parleremo con i colleghi, li inviteremo comunque a riprendere il servizio, ma convocheremo un'assemblea per formalizzare una controproposta e presentarla a Veltroni entro la fine della prossima settimana". A parlare a nome di tutti i rappresentanti delle sigle sindacali dei tassisti è Loreno Bittarelli, leader dell'Uritaxi.
La protesta è iniziata ieri pomeriggio con la rottura delle trattative nel corso dell'incontro in Campidoglio con l'assessore Calamante e il sindaco Walter Veltroni, e la manifestazione dell'intenzione di rilasciare 500 nuove licenze. I tassisti "sono esasperati", dice il coordinatore nazionale Ugl Taxi, Pietro Marinelli, ma "stanno manifestando in maniera civile e composta cercando di limitare quanto più possibile disagi ai cittadini". Marinelli rivolge un appello al sindaco Veltroni "affinché sia presente al tavolo di confronto con il Prefetto". Un segnale di disponibilità da parte di Veltroni viene chiesto anche dal presidente di Uritaxi, Loreno Bittarelli per il quale "è ancora possibile trovare un`intesa sui taxi, se c`è disponibilità al dialogo. In fondo è rimasto solo punto a dividere tassisti e amministrazione comunale - afferma Bittarelli - quello delle 500 licenze che, nelle attuali condizioni, la categoria non può riuscire ad assorbire".
VENERDI' NERO
E' stato confermato lo sciopero del trasporto pubblico indetto per domani. Governo e sindacati, infatti, non hanno trovato l'accordo per la revoca della protesta indetta dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Ugl e Faisa Cisal. Lo stop di venerdi' blocchera' dalle 9 alle 17 i treni e per otto ore anche gli addetti ad autobus, tram, metro e ferrovie concesse, con modalita' diverse stabilite a livello locale. Gli aerei si fermeranno invece per 4 ore, dalle 11 alle 15, i marittimi ritarderanno di 24 ore la partenza delle navi ed anche nei porti gli addetti si fermeranno 2 ore per ogni turno di lavoro. Alitalia sta cercando di garantire i passeggeri che saranno coinvolti nell'agitazione con altri voli e invita a verificare la situazione del proprio volo per telefono e su web.
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