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LA TRAGEDIA DI GRAVINA

L'ultimo saluto a Ciccio e Tore
Il vescovo: "Siamo tutti responsabili"

Un maxischermo per consentire di seguire il funerale a chi non è riuscito ad entrare in chiesa. Malore per la sorella dei due ragazzini

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Filippo Pappalardi abbraccia le bare di Ciccio e Tore Gravina in Puglia (Bari), 9 aprile 2008 - Sono iniziati alle 16 in punto i funerali di Ciccio e Tore, i due bambini di Gravina scomparsi nel nulla il 5 giugno del 2006, e ritrovati in fondo a un pozzo in un casolare di via Giovanni Consolazione nel centro di Gravina lo scorso 25 febbraio. Tante le autorità presenti, tra cui il questore di Bari Vincenzo Speranza che, appena entrato in chiesa, si è soffermato vicino a Filippo Pappalardi in un lungo e commovente abbraccio.
Sono 32 i sacerdoti che concelebrano insieme a sua eccellenza monsignor Mario Paciello arcivescovo di Gravina. Intorno alle 15 in cattedrale è arrivata anche la mamma di Ciccio e Tore, Rosa Carlucci accompagnata dalla sorellina dei due bambini, Filomena. 

Non ha resistito alla commozione ed alla forte emozione la sorella 17enne di Ciccio e Tore nella cattedrale di Gravina dove sono in corso le esequie. La ragazzina è stata immediatamente soccorsa dalla zia materna ed è stata quindi portata via in ambulanza

 

L'OMELIA DEL VESCOVO

"La raccapricciante scoperta del 25 febbraio non ci ha restituito vivi i due fratellini. Di vivo in quella cisterna c'era solo il segno della cintura marcita. Nella loro breve vita Francesco e Salvatore sono stati chiamati a lasciare un segno nella storia non solo di Gravina, ma dell'Italia intera, delle Istituzioni, delle comunicazioni. Ora, che ci prepariamo a dare onorata sepoltura ai resti mortali di Ciccio e Tore, dobbiamo fare attenzione a non seppellire anche il messaggio che ci hanno lanciato, ma soprattutto la nostra responsabilità di dare risposte".Sono le parole pronunciate dal vescovo della Diocesi di Gravina, monsignor Mario Paciello, nella tenuta ai funerali di Salvatore e Francesco Pappalardi.


Non usa mezzi termini il vescovo della Diocesi e poi continua: "La loro caduta mortale è stata come un tonfo senza ritorno in un mare che ha fatto schizzare in alto nugoli di mali nascosti di un paese che non si chiama Gravina, ma Italia. Le disavventure di tutti i bambini - ha proseguito monsignor Paciello - le loro sparizioni, il loro sfruttamento, la loro solitudine, il bullismo degli adolescenti, gli abusi sui minori, l'alcolismo e la droga con le inevitabili conseguenze di disastrose esperienze sessuali, delitti e stragi in auto, sono alcuni dei segnali di malessere sociale e profondo generalizzato, voluto e da tanti favorito davanti al quale si continua a tenere pervicacemente gli occhi chiusi. E più sbrigativo - dice ancora il vescovo - cancellare le conseguenze di errori morali, anziché insegnare agli adolescenti a rispettare la propria e l'altrui persona, a prepararsi consapevolmente alle grandi scelte della vita e alla genitorialità responsabile".
Poi, un riferimento alle tante lettere che in questi giorni sono arrivate: "Un gruppo di genitori della Sardegna dopo aver letto la mia lettera ai ragazzi di Gravina mi ha scritto: 'Come genitori, viviamo con ansia e tremore questo tempo di buio perché molti figli si sono persi o sono sulla strada sbagliata dei piaceri sensibili inganno diffuso tra i giovani che si nutrono di cibo avvelenato come l'alcol e la droga'".

 

MIGLIAIA AI FUNERALI

Gravina piange i fratellini Pappalardi nel giorno dei funerali: migliaia di persone sono sfilate oggi davanti alle bare di Ciccio e Tore. Le scolaresche, gli amici, i conoscenti, ma anche semplici cittadini. Tutti arrivati a Gravina, alcuni anche da lontano, per fare una carezza alle due bare bianche posate davanti all'altare della Cattedrale.


La Cattedrale era già piena da questa mattina e anche la piazza antistante all'edificio è gremita di gente. Un maxischermo consentirà a chi non ha trovato posto in chiesa di seguire la cerimonia officiata dal vescovo della diocesi, monsignor Mario Paciello.


Il dolore di Filippo Pappalardi, il padre dei due bambini, lo si legge nelle molte lacrime versate sulle bare, mentre Rosa Carlucci, la madre di Ciccio e Tore, è arrivata poco dopo le 15 nella piazza della Cattedrale di Gravina a bordo di un'auto insieme alla figlia, la sorella dei fratellini Pappalardi. La donna è entrata subito nella chiesa dove davanti alle due bare bianche sono da stamani Filippo Pappalardi, la sua convivente ed i parenti più stretti.

 

Attorno ai feretri si sono aggiunte alle moltissime corone di fiori anche quella del vigile del fuoco che il 25 febbraio scorso ha scoperto i due corpi mummificati sul fondo di una cisterna di un casolare abbandonato, e quella dei giornalisti e dei fotocineoperatori.










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