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RESPINTO IL RICORSO

Doccia fredda dal Riesame:
"Cecchi Gori resta in carcere"

Insieme al produttore, resta a Regina Coeli il suo braccio destro Luigi Barone, mentre un terzo indagato resta ai domiciliari

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vittorio cecchi gori Roma, 21 giugno 2008  - Restano in carcere Vittorio Cecchi Gori, il suo braccio destro Luigi Barone, finiti a Regina Coeli in seguito al fallimento della società Safin Srl. Un terzo indagato, Giorgio Ghini resta invece agli arresti domiciliari.


Lo ha disposto oggi il Tribunale del Riesame che ha respinto un ricorso presentato dagli avvocati Massimo Krog, Nicoletta Piromallo, Antonio Fiorella e Carlo Criscuolo.

 

A disporre l'arresto di Cecchi Gori, di Barone e di Ghini era stato il gip Guicla Mulliri su richiesta dei pubblici ministeri Pina Cusano e Rocco Fava.
L'arresto di Cecchi Gori è avvenuto il 3 giugno scorso e soltanto all'inizio della settimana, proponendo il ricorso al Tribunale del Riesame, i difensori avevano presentato una serie di questioni tra le quali anche questione sullo stato di salute di Cecchi Gori.










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