Sarà riconoscimento all'americana, mai accaduto sull'isola, a far cadere il muro di omertà contro gli estorsori del 'pizzo'. Il procuratore: "Su 57 commercianti trovati nei 'pizzini' del boss Lo Piccolo, già trenta hanno confessato di avere pagato. Fino ad un anno fa tacevano terrorizzati"
Roma, 5 luglio 2008 - "Carcere dell'Ucciardone, Palermo. Dietro un vetro schermato sfileranno per la prima volta, uno dopo l'altro e tutti decisi ad accusare i loro carnefici: "È lui, è lui che veniva per la messa a posto". Un riconoscimento all'americana, in Sicilia non era mai accaduto prima". Così "La Repubblica" riferisce come in Sicilia si sta facendo cadere il muro di omertà contro gli estorsori. "La città sta cambiando" dice al quotidiano il questore Giuseppe Caruso.
"Nel giro di pochi mesi -continua Caruso- sono decine e decine i commercianti che hanno scelto di non pagare più". "Alla sezione 'criminalità organizzatà della Squadra mobile -prosegue il quotidiano- c'è un reparto che lavora soltanto su quelle confessioni". "Dal 1996 al 2006 avevamo ricevuto quattro denunce in tutto, dalla fine del 2007 sembra che Palermo abbia cominciato a liberarsi dal giogo mafioso" racconta al giornale Maurizio De Lucia, il procuratore più specializzato nelle investigazioni sul pizzo.
"Su 57 commercianti trovati nei 'pizzini' del boss Salvatore Lo Piccolo, già trenta hanno confessato di avere pagato. La maggioranza. Fino ad un anno fa tacevano terrorizzati".
A identificare i propri estorsori saranno "diciotto di quei trenta, dopodomani, lunedì 7 luglio. Sono stati convocati -riferisce ancora 'La Repububblica'- nell'aula bunker dell'Ucciardone per quella che nel codice di procedura penale si chiama 'ricognizione di persona', il riconoscimento di dodici mafiosi che andavano a riscuotere nelle borgate ovest di Palermo". Ed il riconoscimento avverrà dietro ad una "lastra che da un lato è un vetro e dall'altra specchio".
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta