Dopo il dono di 10 mila euro dall'anonimo lettore, in sole 24 ore un altro segno tangibile della generosità: un artigiano di Empoli dal cuore d'oro offre un materasso ortopedico
EMPOLI (Firenze) —«IL MATERASSO a Claudia lo faccio io, su misura. E’ il mio lavoro da sempre, per me non è un problema». Il pensiero è esploso così, dal cuore generoso di Graziano Borchi appena aperto il giornale e letta la storia di Claudia Bottigelli, 35 anni, torinese affetta da una grave disabilità. Ad aprile, per il suo compleanno, aveva ricevuto tanti messaggi dai nostri lettori, come aveva chiesto. E l’altro giorno è arrivato un inaspettato regalo: 10mila euro da parte di un ignoto Mister X.
«CREDO nella Provvidenza — aveva detto venerdì al nostro giornale la mamma di Claudia, Marina Cometto —, con questi soldi compreremo un nuovo furgone per trasportare mia figlia: da settembre con quello vecchio non potremo più girare, perché il Comune di Torino ha messo fuorilegge i diesel euro 2 con più di dieci anni». Ed ecco, ventiquattr’ore dopo, un altro segno tangibile della Provvidenza: «Per Claudia — aveva detto la mamma al giornale — ci vorrebbe un materasso speciale che l’Asl non passa: di lattice, diviso in tre pezzi, fatto su misura, antidecubito». Graziano Borchi ha 44 anni, una moglie e due figlie. E’ originario di San Casciano Val di Pesa, tra Firenze ed Empoli. Qui ha un negozio che nel pomeriggio tiene aperto per vendere materassi.
LA MATTINA lui e la moglie lavorano in un piccolo laboratorio a Poggio a Caiano, in provincia di Prato. Fabbricano uno a uno materassi di lattice che proviene daCina e Brasile, i migliori produttori al mondo: usano solo materiali naturali. «Ne ho già fatti altri — dice Graziano — di materassi su misura per disabili o ammalati: il lattice è anatomico e contrasta il decubito. Ho pensato subito a Claudia vorrei regalargliene uno, fatto con le mie mani». Borchi crede nella solidarietà: lui e sua moglie hanno adottato a distanza una bimba del Burkina Faso.
«AVENDO figli — dice schivo — si diventa più sensibili a certi problemi». Già ieri l’artigiano, dopo aver chiamato il nostro giornale, si è messo in contatto con la famiglia Bottigelli.
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