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L'OMICIDIO DI NISCEMI

Condannati a 20 anni gli assassini di Lorena
Il papà: "Non c'è giustizia, sono da ergastolo"

Il corpo di Lorena Cultraro venne ritrovato il 13 maggio in una cisterna nella campagne di Caltanissetta. I tre imputati, fra i 14 ed i 17 anni, avevano  confessato il delitto

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Lorena Cultraro (foto da Chi l'ha visto?) Palermo, 11 novembre 2008 - Sono stati condannati a 20 anni di reclusione ciascuno i tre minorenni accusati di aver ucciso e gettato in un pozzo a Niscemi la quattordicenne Lorena Cultraro, il cui cadavere era stato ritrovato in un pozzo il 13 maggio scorso. La sentenza è stata emessa dal gup del Tribunale dei minori di Catania, Alessandra Chierego, che ha anche inflitto a ciascuno dei tre imputati 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

 

Il gup ha accolto interamente le richieste del pm Stefania Barbagallo, che aveva sollecitato il massimo possibile della pena tenendo conto dello sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato con cui sono stati processati i tre minorenni, D. D. M.. 16 anni, G. G., 17 anni, e A. A., 15 anni. Tutti avevano confessato il delitto dopo essere stati arrestati dai carabinieri.

 

Il pm ha sostenuto la tesi della premeditazione, citando tra l’altro i messaggi sms che i tre si erano scambiati per organizzare la trappola a Lorena. La ragazza fu attirata in un casolare abbandonato alla periferia di Niscemi (Caltanissetta), dove a turno gli imputati ebbero rapporti sessuali con le prima di strangolarla con il cavo di una tv e gettarla in fondo a un pozzo con una zavorra per impedire che il cadavere affiorasse. I difensori dei tre minorenni, gli avvocati Francesco Spataro e Mirko Ragusa, nelle loro arringhe avevano sostenuto che non vi era stata premeditazione e avevano anche negato la violenza sessuale.

 

Lorena Cultraro era scomparsa da casa il 30 aprile, e solo il 13 maggio un contadino aveva scoperto dentro il pozzo i suoi resti massacrati. Secondo quanto emerso dalle indagini, la ragazzina aveva relazioni con tutti e tre gli imputati, i quali hanno sostenuto che Lorena aveva detto a tutti di essere rimasta incinta ma di non sapere di chi.
Questo è stato indicato dai tre minorenni come movente del delitto, che sarebbe stato determinato dal panico di una paternità indesederata e che avrebbe cambiato le loro vite. L’autopsia aveva però escluso che Lorena fosse gravida.

 

Prima che il gup si ritirasse in camera di consiglio questa mattina, fuori dall’aula, attiviste dell’Udi (Unione donne italiane) avevano distribuito un volantino in cui si legge: "Saremo presenti fino alla fine. Chiediamo che la giustizia si faccia carico del dovere morale di una sentenza che contrasti l’idea che la barbarie e l’offesa alla dignità e alla vita di una donna possano essere semplicemente ridimensionate dentro un processo con rito abbreviato. Chiediamo che agli assassini delle donne e della loro dignità sia inflitto il massimo della pena".

 

L'IRA DEL PADRE

"Venti anni non sono niente, in Italia non c’è giustizia - è il grido di rabbia del padre di Lorena, Giuseppe Cultraro - Per questo che hanno fatto a mia figlia dovrebbero marcire in carcere tutta la vita. Io per loro avrei voluto l’ergastolo". La pena inflitta dal gup di Catania è comunue la massima possibile con il rito abbreviato. Il codice, inoltre, non prevede l’ergastolo per i minorenni.

Fonte Agi










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