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Pendolari in rivolta: "Treni più lenti
E' colpa dell'effetto Frecciarossa"

Nuovo orario, tagli e sorprese. "Meno Intercity sulla linea storica Allungati i tempi di percorrenza". Trenitalia tratta con le Regioni: "Ma tocca a loro tutelare le tratte locali"

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MILANO, 11 dicembre 2008 - ALTA VELOCITÀ anno zero o forse uno. L’anno della rivoluzione. Da domenica 65 minuti sul treno Frecciarossa da Milano a Bologna, 3 ore e 30 da Milano a Roma e fra un anno in 3 ore, Milano-Napoli in 4 ore e 50. «La nuova grande metropolitana che l’Italia ha a disposizione per collegare le grandi città del Paese», sintetizza l’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti. Vantaggi. Ma per tutti? La mappa delle riserve e delle critiche si disegna a macchia di leopardo chiazzando la penisola, si innesta su situazioni locali. In Lombardia un lungo elenco di criticità accompagnerà, il 14 dicembre, l’entrata in vigore del nuovo orario e il debutto dell’Alta velocità: allungamento dei tempi di percorrenza di più di un convoglio; disagi provocati dalla circostanza che alcuni treni partiranno da Milano Porta Garibaldi o ci arriveranno; il mancato sfruttamento , in assenza di nuovi convogli che nessuno si decide ad acquistare, della «tracce» lasciate libere dall’Alta velocità.

UNA RISERVA condivisa anche dai pendolari di Piacenza, che la rendono pubblica sul loro sito: anche se col 14 dicembre la tratta viene liberata da tutti gli Eurostar, i treni regionali o interregionali vedranno allungati i loro tempi di percorrenza. Da Reggio Emilia a Bologna, soprattutto negli orari mattutini dei treni pendolari, i tempi saliranno da 50 a 63 minuti. Alcuni treni vedranno modificati i loro tempi, ormai consolidati da una consuetudine ultradecennale che li aveva radicati nelle abitudini.

PARLIAMO di Intercity. Con l’orario 2008 saranno necessari 2 ore e 1-7 minuti da Milano a Bologna, 1 ora e 30 da Milano a Torino Porta Susa, 1 ora e 38 da Ancona a Pescara, contro i vecchi orari: rispettivamente, 1 ora e 57, 1 ora e 24, 1 ora e 19. Trasferiamoci sugli Interregionali. Occorrevano 1h34 sulla Milano-Torino e 1h50 sulla Milano-Genova, oggi si parla di 1h45 e 1h53/2h09.
Un’Italia ferroviaria che non viaggia veloce, che rallenta, segna e cede il passo di fronte a quella che procede di corsa. La replica di Trenitalia scatta puntuale. Non è vero che si avrà un allungamento generalizzato dei tempi di percorrenza dei convogli regionali e degli Intercity. Negli orari di punta, sulla tratta di 71 chilometri Milano-Piacenza, verranno recuperati dai 4 agli 11 minuti di percorrenza.

AI TRENI è stata affidata una «missione» specifica: quelli metropolitani e regionali fermeranno ogni 15-20 chilometri, alcuni Intercity e gli Eurostar City uniranno i capoluoghi di provincia e fermeranno ogni 50-70 chilometri, gli Eurostar e gli Eurostar AV collegheranno le città più importanti. Per questa ragione gli Eurostar non fermeranno dovunque, mentre sono state velocizzate le linee più frequentate.
A ogni linea e a ogni mercato il suo treno. Lungo la direttrice adriatica (velocità 200 km/h) sono stati dedicati gli Eurostar City recuperando gli Etr 500 (costruiti fra il1995 e il 2007) per destinarli aulle linee AV a 300 km/h.

DA ROMA, dai vertici delle Ferrovie, viene disegnato una scenario: il progressivo trasferimento dei treni destinati all’Alta velocità decongestionerà le linee convenzionali dove oggi si viaggia in un regime di promiscuità, dove un treno regionale fa da tappo al treno veloce o è costretto a bloccarsi per consentirne il passaggio. Più «tracce» verranno liberate lungo i binari. A questo punto saranno le Regioni a ricevere la palla e a decidere gli stanziamenti da destinare al trasporto pendolare.

ALTA VELOCITÀ e trasporto locale. Sarà la dialettica sui binari del terzo millennio. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, si inserisce per assicurare che la linea AV Milano-Bologna non avrà ripercussioni sul trasporto locale, dal momento che «è stata discussa con le Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna, gli enti locali e i comitati pendolari delle due Regioni al fine di rendere quanto più possibile neutro l’impatto del nuovo sistema Alta velocità con i servizi pendolari».

di Gabriele Moroni










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