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NAPOLI / TRAGEDIA DI CAPODANNO

Folla ai funerali di Nicola Sarpa
Il parroco: "Portatemi le pistole"

Il giovane è deceduto durante i festeggiamenti di San Silvestro nel cuore dei Quartieri Spagnoli, dopo essere stato colpito da una pallottola vagante. Sulla bara bianca sciarpe e maglie della Juve

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La bara di Nicola Sarpa (foto Ansa) Napoli, 6 gennaio 2009 - Nicola Sarpa, il 24enne morto durante i festeggiamenti del Capodanno nel cuore dei Quartieri Spagnoli a Napoli, non lo conosceva. Ma a colpirlo è stato il gesto dello sparare in aria, troppo diffuso in quel territorio simbolo ancora oggi di degrado e di camorra, e ai ragazzi della zona dice: "portatemi le pistole".

 

Don Giacinto Masala, parroco di San Matteo, pronuncia questa frase durante l’omelia del rito funebre per Nicola. La chiesa di vico lungo San Matteo è affollata di persone, molti sono rimasti fuori; almeno un migliaio di persone ha partecipato alle esequie. Al primo banco, chiusi in composto dolore, la madre Velia, la sorella Valentina, di poco più piccola, e il fratellino Emanuele, 8 anni appena. Sulla bara bianca molte sciarpe e due maglie della Juventus, quella di Camoranesi e un’altra con il numero 10, il nome di Nicola e il suo soprannome, "’O Doic", il tedesco.

 

"Cercate Nicola, cercate di ricordarlo, ma non nella vendetta, non nella violenza, non nella droga. Buttate le armi, venite qui a consegnarle davanti a Gesù bambino", esorta don Giacinto. "L’anno scorso il cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe aveva detto ‘portate i coltelli' (di fronte a una emergenza accoltellamenti, ndr.), io ho solo ripreso l’idea", spiegherà dopo ai cronisti. Due amici, poi, al termine della messa, salutano Nicola dall’altare. "Da un balcone di Napoli si spegne un’altra luce - recita Giuseppe - un suo cuore resta senza respiro. Intanto in cielo si è aperta una porta. C’è Nicola che indossa un’abito bianco".

 

"Noi che viviamo nello schifo, nel degrado più totale dove le istituzioni ci lasciano crescere senza futuro e aspirazioni, noi ti salutiamo", affonda Rosaria, 22 anni. Che a fine rito, è ancora più dura: "Dicono che non dobbiamo drogarci, non dobbiamo entrare nella malavita, ma poi cosa fanno per noi? Tra una settimana si dimenticheranno di tutto. Quello che è successo a Nicola può succedere a chiunque. La polizia non deve stare solo a Posillipo o nelle zone bene, deve stare anche qui. A Capodanno non stavano con le pistole, stavano con i mitra. La polizia lo sapeva e perchè non è salita?".

 

Al termine del rito funebre, la bara è stata portata a braccia in giro per i Quartieri Spagnoli, accompagnata da applausi e grida di "giustizia, giustizia". Lo stesso slogan gridato davanti alla sede della Giunta in piazza Municipio da decine di amici del ragazzo ucciso. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino aveva inviato una corona.

FONTE AGI










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