Mentre si cercano ancora i dispersi, si traccia il bilancio ancora provvisorio delle vittime: molti corpi sono difficili da identificare. Stamattina sono morti due bambini di 3 anni e 2 anni e mezzo. I macchinisti: "Siamo miracolati"
Viareggio, 1 luglio 2009 - Con la morte di un uomo, non identificato, ricoverato in rianimazione al «Versilia», è salito a 17 il numero delle vittime del disastro di Viareggio. Ventisei i feriti, «molti dei quali gravi», ha detto in un’informativa urgente alla Camera il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli (che alle 16 riferirà al Senato).
Sono in corso accertamenti per «verificare l’opportunità di intervenire su carri cisterna che trasportano materiali pericolosi e immatricolati presso reti estere», ha annunciato il ministro, che ha provveduto a nominare una commissione d’inchiesta dell’accaduto. «I vertici delle Ferrovie dello Stato - ha assicurato -, nominati dal precedente governo, godono della fiducia e della stima anche dell’attuale». E in ogni caso, «il presidente Berlusconi, subito arrivato sul posto della sciagura, ha assicurato il massimo impegno del governo per affrontare l’emergenza e per la ricostruzione integrale degli edifici danneggiati».
Nel capoluogo toscano, intanto, mentre prosegue con estrema cautela lo svuotamento - iniziato nel pomeriggio di ieri - delle 13 ferrocisterne di gpl non coinvolte nell’esplosione, in obitorio si lavora all’identificazione dei corpi ancora senza nome: alcune persone sono state riconosciute grazie ai monili, soprattutto fedi nuziali con impressa la data del matrimonio, per altre sarà necessario l’esame del dna.
Per il momento non risultano iscrizioni sul registro degli indagati nell’inchiesta aperta dalla procura di Lucca: il procuratore capo, Aldo Cicala, e il sostituto, Giuseppe Amodeo, hanno ipotizzato i reati di disastro ferroviario, incendio colposo e omicidio colposo plurimo. Stamane, in consiglio regionale a Firenze l’assessore alla Difesa del territorio, Marco Betti, ha rivelato che l’ad di Trenitalia, ingegner Moretti, «ieri in riunione con il sindaco, il ministro Maroni ed altri ha detto che la sezione resistente dell’asse del carro era assottigliata e arrugginita».
Complessivamente, le persone che al momento non possono ancora rientrare a casa sono un migliaio.
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