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Teramo, ucciso da rom
E la fiaccolata diventa
una spedizione punitiva

La vittima, Emanuele Fadani, 37 anni, è stato ammazzato a pugni per futili motivi ad Alba Adriatica. Già identificati i presunti colpevoli. In agosto la stessa sorte era toccata a un cameriere di 23 anni

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Cartelli contro i rom ad Alba Adriatica, nel teramano (Ansa)
Cartelli contro i rom ad Alba Adriatica, nel teramano (Ansa)

Alba Adriatica (Teramo), 11 novembre 2009 - L'ennesima tragedia provocata da rom fa esplodere la rabbia e la fiaccolata in memoria della vittima di un pestaggio da parte di nomadi si trasforma in una spedizione punitiva.

 

Scene da guerriglia urbana, questa sera, ad Alba Adriatica, nel Teramano: centinaia di manifestanti hanno lanciato sassi e fumogeni contro le abitazioni e le auto dei rom, mentre transitavano lungo via Battisti e via Oberdan. Sono stati lanciati massi pesanti distruggendo le finestre degli alloggi degli zingari, mentre un principio di incendio ha riguardato un’abitazione. I più facinorosi hanno ribaltato alcune vetture distruggendole. Prima di raggiungere il quartiere abitato dai rom, il corteo si è portato nei pressi della caserma dei carabinieri, in via Duca d’Aosta, gridando "zingari assassini".

 

Ad accendere la scintilla l'omicidio di Emanuele Fadani, commerciante di 37 anni, sposato e padre di una bimba di sei anni. L'uomo è stato ammazzato di botte, sotto il balcone di casa del fratello alle 2.30 di notte, da tre zingari poco più che ventenni e alticci. Un'aggressione brutale a calci e cazzotti scoppiata per futili motivi. L'uomo è morto prima ancora di arrivare all'ospedale di Giulianova, mentre il gruppetto si dava alla fuga.

 

I tre rom, però, sono stati subito identificati: si tratta di due cugini e un amico. All'alba due di loro erano già nella caserma dei carabinieri, entrambi hanno accusato il terzo giovane che è ancora ricercato. Intanto i primi sentori della rabbia della popolazione si sono manifestati con la comparsa di striscioni con su scritto "Adesso basta" e "Il prossimo sarai tu" di fronte alla caserma.

 

C’è chi chiede perché uno dei tre indagati di oggi, coinvolto oltre un anno fa in un traffico di droga con il sequestro di oltre 40 chili di hashish, fosse stato scarcerato dopo poco tempo dall’arresto, Forza Nuova invita a non strumentalizzare e a partecipare all’iniziativa di Montesilvano di sabato per richiamare a un maggiore controllo delle comunità Rom in Abruzzo. Il sindaco Giovannelli denuncia l’inqualificabilità e la gravità del fatto "che offende l’intera cittadina albense".

 

Un crescendo di animosità che ha raggiunto il culmine della spedizione punitiva in cui si è trasformata la fiaccolata per ricordare Emanuele Fadani. Ancora vivo, inoltre, è il ricordo di quanto avvenuto lo scorso 10 agosto quando poco lontano da Alba Adriatica, a Villa Rosa di Martinsicuro, fu ucciso con un pugno Antonio De Meo, 23 anni, cameriere, di Castel di Lama. Autori dell'omicidio, anche in quel caso, due nomadi.










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