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E' morto l'antropologo
Claude Levi-Strauss

Lo studioso francese era nato nel 1908 a Bruxelles. Lo ha reso noto l’Ecole des hautes etudes en sciences sociales. Aveva consacrato la sua vita allo studio dei popoli ‘primitivi’

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L'antropologo Claude Levi-Strauss (foto Ap/Lapresse)
L'antropologo Claude Levi-Strauss (foto Ap/Lapresse)

Parigi, 3 novembre 2009 - E morto l'antropologo francese Claude Levi-Strauss. Era nato nel 1908, aveva 100 anni. Lo ha riferito l’Ecole des hautes etudes en sciences sociales (Ehess). Noto per la sua opera “Tristi Tropici”, l’accademico francese aveva consacrato la sua vita allo studio dei popoli ‘primitivi’, ai simboli e alle strutture di gruppo.

 

LA VITA E GLI STUDI - Nato a Bruxelles, Levi-Strauss avrebbe compiuto 101 anni il 28 novembre. Compie i suoi studi a Parigi dove completa la sua formazione laureandosi in filosofia nel 1931. Non soddisfatto dell’ambiente filosofico che lo circonda, dirige il suo interesse verso le scienze umane, in particolare l’antropologia e la sociologia. Lèvi-Strauss è stato colui che, con la sua utilizzazione del modello della linguistica strutturale nelle indagini sulle strutture della parentela e sui miti, e con le sue teorie generali sul concetto di struttura, ha contribuito alla formulazione e alla diffusione di quello che è stato chiamato ‘strutturalismo'.

 

Nel 1935 si trasferisce a San Paolo per insegnare sociologia all’università e per delle ricerche sulle popolazioni indigene del Mato Grosso e dell’Amazzonia. Nel 1939 torna in Francia, ma si rifugia poi negli Stati Uniti, dove insegna a New York, entra in contatto con l’antropologia americana e stringe amicizia con il linguista russo Roman Jakobson. Rientra in Francia nel 1947, nel 1950 insegna all’Ecole Pratique des Hautes Etudes e dal 1954 Antropologia sociale al Collège de France; nel 1973 viene eletto accademico di Francia.

 

Tra le sue opere principali: ‘Le strutture elementari della parentelà (1949), ‘Tristi tropicì (1955), ‘Antropologia strutturale' (1958), ‘Il totemismo oggi' (1962), ‘Il pensiero selvaggio' (1962, dedicato a Merleau-Ponty), ‘Mitologiche' (1964-1971), ‘Antropologia strutturale due' (1973) e ‘Lo sguardo da lontano' (1983). 

 

LA CITAZIONE - "Nulla, allo stato attuale della ricerca, permette di affermare la superiorità o l’inferiorità di una razza rispetto all’altra": questa citazione è rappresentativa di ciò che è stato l’uomo e lo scienziato sociale Claude Levi-Strauss, morto nella notte di sabato, e in assoluto uno dei più grandi antropologi contemporanei la cui vita è stata dedicata a far capire che la cultura non è solo la produzione artistica di un popolo ma è il complesso delle peculiarità del popolo stesso.

 

L’opera di Levi-Strauss e la sua antropologia strutturale (di cui è uno dei padri fondatori) sono anche per questa ragione universali, nel senso che non permettono più graduatorie tra una cultura e un’altra. I suoi studi, la sua scrittura, vanno oltre l’ambito scientifico e si possono ricondurre anche a quello politico e letterario.










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