Benedetto XVI ha letto i primi versi dando il via a 139 ore di una ininterrotta preghiera collettiva recitata da uomini di chiesa, attori, politici, spadaccini, calciatori, ministri
HA COMINCIATO il Papa: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque». E’ l’incipit più celebre della storia della letteratura. Perché anche la Bibbia è un libro, anzi il Libro, con la maiuscola, dato che l’autore è Dio stesso.
Benedetto XVI è stato il primo protagonista della staffetta intitolata La Bibbia giorno e notte, cioè la lettura integrale dell’Antico e del Nuovo testamento, cominciata ieri sera a Roma nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, sotto le telecamere di Raiuno. Il Papa non era fisicamente presente nella basilica, aveva registrato la sua lettura nel Palazzo Apostolico. Insomma il Santo Padre in differita: c’è mancato un niente che lo dicesse il telecronista dopo che non aveva esitato a sottolineare che per la prima volta un Papa faceva parte di un ‘casting’.
Casting, come noto, è una parola inglese per indicare la distribuzione delle parti in un film, a teatro o in uno show televisivo. Ma se il Papa non è un attore, questo non è uno show (e Raiuno, dopo la prima ora di ieri sera, trasmetterà di nuovo solo l’ultima, sabato prossimo, e spedirà il resto sul satellite). Bisogna però aggiungere che a un certo punto anche il pubblico dei fedeli si è un po’ distratto quando ha accennato un applauso, quasi subito rientrato, per il quarto lettore, al termine della sua parte su Caino e Abele.
Il quarto lettore però era Roberto Benigni e si sa come vanno le cose quando c’è lui, nonostante abbia tenuto a freno se stesso più che ha potuto. Da adesso a sabato saranno 139 ore di una ininterrotta preghiera collettiva recitata da uomini di chiesa, attori, politici, spadaccini, calciatori, ministri e ministre, noti e ignoti, adulti e ragazzini, di ceti sociali e credenze religiose diverse, e persino non credenti («il Signore si serve di tutti», ha detto Giulio Andreotti, prima di salire sul podio).
IN TOTALE la preghiera, facendo bene i conti, durerà circa sei giorni. Singolare come coincidenza. Casuale o voluta? Sarebbe quasi un atto di superbia. E’ vero che le persone coinvolte saranno circa duemila e che dovranno leggere giorno e notte, ma sei giorni sono quelli che nostro Signore ha impiegato per la Creazione. I soliti guastafeste hanno fatto notare anche questo. Fra le tante, una curiosa dichiarazione di Franco Zeffirelli: «E’ un libro complesso e meraviglioso che senza spiegazioni rischia di fare più danni che altro», ha commentato.
Sembra di sentire i parroci di una volta, ma non secoli fa, quando sconsigliavano la lettura della Bibbia in base a un persistente pregiudizio (derivante tuttavia da un divieto formale decretato in un lontanissimo Sinodo) secondo il quale senza guide prudenti ed esperte la lettura poteva portare a interpretazioni eretiche. Altri tempi, per fortuna. Non conosciamo la fonte ma è stato calcolato che il più grande bestseller di tutti i tempi abbia finora venduto due miliardi e mezzo di copie. Del resto non poteva che essere così, dato l’Autore, e senza dimenticare i traduttori.
La leggenda racconta che la prima versione in greco (la lingua universale di allora) venne affidata a settanta sapienti di Gerusalemme che lavorarono separatamente, reclusi l’uno dall’altro, ad Alessandria d’Egitto. Alla fine confrontarono le rispettive traduzioni e scoprirono che erano identiche.
di CARLO DONATI
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