Roma, 25 marzo 2008 - Un intervento immediato sulle pensioni, che determinerebbe un aumento medio compreso dai 100 ai 400 euro mensili già a partire da luglio 2008. Ad annunciarlo, in caso di vittoria alle prossime politiche, il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni.
"Si tratta di un intervento che avrebbe un'importanza concreta per milioni di persone - spiega Veltroni - dal momento che il costo della vita è diventato intollerabile per moltissimi pensionati, in particolare donne: una situazione non tollerabile per un paese civile".
La proposta del Pd riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina dal prossimo primo luglio un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno e un aumento tra i 250 e i 100 euro l'anno per quelle di importo compreso tra 25mila e 55 mila euro, attraverso l'utilizzo della leva fiscale. In un secondo momento Veltroni si propone di intervenire, dopo un accordo con le parti sociali sul meccanismo di indicizzazione delle pensioni.
E' possibile realizzare questo "intervento immediato" lo utilizzando "la leva fiscale", continua uil leader del Pd spiegando che "a partire dal primo luglio 2008, gli over 65 avranno un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25mila euro l'anno e un incremento tra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso fra 25mila e 55mila euro l'anno".
Oltre ad un aumento delle detrazioni fiscali, il Pd sta lavorando a un'ipotesi che modifichi "le regole con cui il montante contributivo viene trasformato in vitalizio, al fine di migliorare l'indicizzazione delle pensioni". In pratica, spiega Veltroni, si tratta di "legare l'indicizzazione 'reale' delle pensioni calcolate con il metodo contributivo all'andamento di un indice di sostenibilità dato dal rapporto tra spesa pensionistica e monte dei redditi da lavoro.
Il fine è quello di permettere ai pensionati di "partecipare ai frutti della crescita economica del Paese". Al momento, infatti, l'indicizzazione legata all'indice generale dei prezzi al consumo dell'Istat risulta inefficace al fine di tutelare il potere d'acquisto delle pensioni.