I russi toccano
il fondo del Polo nord
Il primo batiscafo russo ha toccato il fondo marino sotto il Polo Nord geografico della Terra, a 4.261 metri di profondità
Mosca, 2 agosot 2007 - È stato un innegabile successo il pur breve viaggio glaciale dei due mini-sommergibili russi 'Mir-1' e 'Mir-2', che per la prima volta nella storia umana sono riusciti a raggiungere il fondale dell'Oceano Artico esattamente al di sotto del Polo Nord, a una profondità rispettivamente di 4.261 e di 4.302 metri, con un intervallo di 27 minuti, fra le 12,08 e le 12,35 ora di Mosca; in Italia erano le 10,08 e le 10,35. Appena un'ora più tardi i sottomarini gemelli sono infatti cominciati a riaffiorare in superficie, quando nella capitale russa erano le 13,36, le 11,36 italiane.
È stata così portata a termine un'impresa mai tentata prima, il cui completamento è stato annunciato da Vladimir Strugatsky, vice presidente dell'Associazione di Russia per le Esplorazioni Polari, da bordo della nave-laboratorio 'Akademik Fyodorov', che guida la spedizione 'Arktika-2007'.
La posta in palio è a dir poco colossale, anche se il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, si è affrettato a puntualizzare che la missione non avrebbe finalità di espansione territoriale bensì di pura ricerca scientifica. «L'obiettivo», ha sottolineato Lavrov dalle Filippine, «non consiste nel delimitare i diritti di sovranità della Russia, bensì nel dimostrare che la nostra piatttaforma continentale si protende fino al Polo Nord».
In ballo, però, c'è in realtà ben altro: e cioè la possibilità per il Cremlino di rivendicare la piena titolarità di ben 1,2 milioni di chilometri quadrati di abissi glaciali. Si tratta di un'area considerata un vero e proprio scrigno di idrocarburi non ancora sfruttati, giacimenti dall'inestimabile valore economico ed energetico.
Secondo il professor Valery Kamensky, direttore dell'Istituto Nazionale per la Geologia Oceanica Mondiale e le Risorse Minerarie presso il ministero federale delle Risorse Naturali, solo limitandocisi a considerare gas e petrolio, vi sono contenute riserve pari a circa 9-10 miliardi di tonnellate di potenziali approvvigionamenti. La risposta a un quesito tanto affascinante quanto di estrema importanza strategica e finanziaria è attesa per il 2009.
I due 'Mir' si sono spinti verso la loro meta a 500 metri di distanza l'uno dall'altro, rimanendo comunque sempre in vista; al primo sono occorsi poi 18 minuti per ricongiungersi all'altro. Lo hanno riferito i comandanti, rispettivamente Anatoly Sagalevich e Evgheny Chenyayev.
Sul 'Mir-1' c'era anche il capo della missione, Artur Chilingarov, veterano delle perlustrazioni in Artide e Antartide nonchè vice presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento federale di Mosca; presente inoltre un secondo deputato, Vladimir Grudzev. A bordo del 'Mir-2' erano ospitati lo scienziato australiano Michael McDowell e il magnate svedese Friedrick Pausen; ciascuno ha sborsato 3 milioni di dollari per poter essere ammesso a partecipare.
Una volta arrivati sul fondo, è stata celebrata la classica cerimonia della bandiera: il vessillo con il tricolore nazionale bianco, azzurro e rosso in realtà non è certo stato fisicamente piantato al suolo, bensì vi è stata poggiata una speciale capsula in lega di titanio che lo conteneva, con tanto di targhetta pubblicitaria dello sponsor della spedizione, la compagnia di investimenti 'Metropol'.
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