Kisumu (Kenya), 8 gennaio 2008 - Dopo un fine settimana di sangue, che nel solo Kenya occidentale ha registrato decine di nuovi morti a causa degli scontri inter-etnici alimentati dal conflitto politico in atto tra il presidente rieletto, Mawai kibaki, e il leader dell'opposizione, Raila Odinga, nelle strade la battaglia è continuata: migliaia di dimostranti sono scesi in piazza a Kisumu, capoluogo della provincia di Nyanza e terza località kenyota per importanza, per protestare contro l'eccidio nella vicina provincia della Rift Valley, soprattutto a Nakuru e a Naivasha, di cui sono stati bersaglio i membri della loro tribù, i Luo, che costituiscono la base elettorale di Odinga.
La folla ha eretto barricate e acceso incendi dovunque, dando alle fiamme i mezzi pubblici e bloccando le comunicazioni, assaltando le case e saccheggiando i negozi. "L'intera Kisumu è avvolta dal fumo", hanno raccontato testimoni oculari, secondo cui le forze di sicurezza hanno reagito lanciando gas lacrimogeni sui manifestanti e sparando a ripetizione colpi di avvertimento in aria, nell'intento di disperderli: però «sono troppi, e la polizia non ce la fa a controllarli», hanno proseguito i testimoni.
"Stiamo cercando di rirpistinare la legge e l'ordine, ma la situazione al momento è davvero tesa", hanno confermato fonti governative.
Centinaia di persone sono state costrette a cercare rifugio nel commissariato centrale della città per sottrarsi alle vendette sommarie. Soltanto da giovedì scorso gli scontri all'ovest sono costati almeno 135 vittime, tra cui otto persone arse vive nel rogo appiccato alla loro abitazione.
Dal 27 dicembre, data delle contestate presidenziali che Odinga sostiene Kibaki si sia aggiudicato soltanto attraverso gravi brogli, i morti ammontano ormai a più di ottocento, forse a novecento, e sempre nuovi sfollati vanno ad aggiungersi ai circa 260.000 che sono fuggiti, molti nella confinante Uganda, per evitare il linciaggio.
Ai Luo si contrappongono i Kikuyu, la comunità cui appartiene Kibaki. Gli scontri in corso ostacolano sempre di più l'ennesima mediazione internazionale affidata all'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, per cercare una soluzione di compromesso tra i due contendenti e i rispettivi schieramenti; lo stesso Annan sabato aveva visitato alcune cità dela Rift Valley e, una volta rientrato a Nairobi, aveva denunciato «abusi marchiani e sistematici», sollecitando le autorità ad aprire un'inchiesta ufficiale.
I DUE TEDESCHI UCCISI
Due cittadini tedeschi, un turista e un uomo d'affari, sono stati uccisi a colpi di machete nella località di mare Diana, nel sud-est del Kenya, in seguito ad un agguato teso da un gruppo di malvimenti che voleva rapinare il loro appartamento.
Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia locale, dopo una una lunga colluttazione tra la banda e le guardie di sicurezza del complesso residenziale vicino alla spiaggia, gli uomini sono entrati nell'appartamento uccidendo con bastoni e machete i due tedeschi, che al momento non risultano ancora identificati.
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