Il leader spirituale tibetano torna a criticare Pechino e sottolinea: "Il mio obiettivo è l'autonomia della regione himalayana. Vogliamo vivere in armonia, ma non c'è fiducia né eguaglianza" Commenta
Francoforte, 15 maggio 2008 - Aprendo a Francoforte un lungo tour internazionale, il Dalai Lama è tornato a criticare la linea dura di Pechino in Tibet. "La reazione delle autorità politiche cinesi, come in passato, è stata la repressione e questo è molto triste", ha dichiarato il leader spirituale tibetano al suo arrivo in Germania.
Il Dalai Lama ha ribadito che il suo obiettivo è l'autonomia della regione himalayana e ha insistito che i tibetani vogliono vivere in armonia con la Cina. Ma "una vera armonia - ha avvertito - si deve basare sulla fiducia e la fiducia si deve basare sull'eguaglianza, finora queste cose sono mancate".
Il Dalai Lama ha spiegato che il suo lungo viaggio, che lo porterà anche negli Usa, in Australia, in Francia e in Gran Bretagna per concludersi poco prima delle fine delle Olimpiadi di Pechino, il 20 agosto, mira a "promuovere i valori umani, l'armonia e un'etica secolare". In Germania, l'"Oceano di saggezza" Tenzin Gyatso non vedrà nè il cancelliere Angela Merkel, nè il capo della diplomazia, Frank-Walter Steinmeier, ma solo il ministro dello Sviluppo Heidemarie Wieczorek-Zeul che lo riceverà lunedì prossimo.
FRATTINI: NON PROVOCO GLI 'AMICI CINESI'
Il ministro degli Esteri Franco Frattini non intende provocare inutilmente gli "amici cinesi" incontrando il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano. E' quanto afferma in un'intervista al Financial Times, precisando però che il governo italiano sostiene la richiesta di autonomia avanzata dal Dalai Lama per il Tibet e si oppone alla sospensione dell'embargo sulle armi imposto alla Cina, come chiesto invece da alcuni Paesi europei.
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