Centinaia di tibetani, fra cui molti monaci e monache, bloccati dagli agenti mentre tentavano di marciare sul consolato cinese scandendo slogan come ''Tibet libero'' e ''Abbasso la Cina''
Katmandu, 8 giugno 2008) -Sarebbero 450 i tibetani in esilio arrestati mentre che protestavano nella capitale nepalese Katmandu contro le politiche cinesi.
La manifestazione che si è svolta oggi, al grido di "Stop killing in Tibet", davanti all'ufficio visti dell'ambasciata cinese di Katmandu è l'ultima delle quotidiane proteste che i tibetani in esilio organizzano in Nepal, dove vivono oltre 20.000 esuli tibetani.
Secondo i testimoni, centinaia di tibetani, fra cui molti monaci e monache, sono stati bloccati dagli agenti mentre tentavano di marciare sul consolato cinese scandendo slogan come ''Tibet libero'' e ''Abbasso la Cina''.
E' stata la piu' massiccia retata di dimostranti tibetani in Nepal in un solo giorno dopo la ripresa delle proteste anti-cinesi, che erano state interrotte per due settimane in seguito al devastante terremoto che ha colpito la Cina. Il Nepal non permette sul suo territorio manifestazioni contro Paesi amici, e la Cina e' uno dei maggiori finanziatori del governo di Kathmandu.
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