Nella bufera Charles Black, già al centro di polemiche per il suo passato di lobbista. Il candidato presidente in grave imbarazzo: "Se l' ha detto sono profondamente in disaccordo"
Washington, 24 giugno 2008 - Ha detto con candore e faccia tosta quello che molti pensano e temono a Washington: un attacco terroristico contro gli Stati Uniti potrebbe aiutare John McCain a vincere. Ma il problema che a dirlo è stato Charles Black, uno dei principali consiglieri del candidato repubblicano già al centro di polemiche per il suo passato di lobbista anche al servizio di governi ed imprese straniere.
In un'intervista che uscirà nel prossimo numero della rivista Fortune, Black ha detto che un nuovo attacco terroristico "certamente sarebbe un grande vantaggio per McCain".
E non si è fermato qui, aggiungendo l'assassinio di Benazir Bhutto lo scorso dicembre «sfortunatamente» lo ha aiutato a vincere la primarie, concentrando il dibattito sulla sicurezza nazionale. "La sua esperienza e capacità nell'affrontare l'argomento ha enfatizzato il fatto che lui era il candidato pronto ad essere il comandante in capo, e questo ci ha aiutato" ha aggiunto Black la cui società di consulenze ha rappresentato gli interessi del Partito popolare della Bhutto.
Le parole di Black hanno colto di sorpresa il candidato repubblicano che, rispondendo ai giornalisti in California, ha cercato di correre ai ripari: "Non riesco a immaginare perchè avvia detto questo, se lo ha detto, e non so in quale contesto, sono profondamente in disaccordo - ha affermato in grande imbarazzo - non è assolutamente vero, dall'11 settembre ho lavorato strenuamente per evitare un nuovo attacco contro l'America".
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