Il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti si è espresso con 5 no e 4 sì sulla condanna capitale decisa dalla Louisiana per un uomo che ha stuprato la figliastra di otto anni
New York, 26 giugno 2008 - La Corte Suprema di Washington, il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti, che si esprime su questioni di rilevanza costituzionale, ha deciso che non si può invocare la pena di morte per l'accusa di stupro su minori. Il tribunale, con 5 giudici contrari e 4 a favore, ha bocciato una legge della Louisiana che prevedeva l'esecuzione dei condannati per questo reato.
Barack Obama contesta la sentenza della Corte Suprema: "Ho detto più volte che penso che la pena dimorte dovrebbe essere applicata in circostanze molto particolari e solo per i crimini più efferati - ha affermato il candidato democratico alla Casa Bianca nel corso di una conferenza stampa - Io penso che lo stupro di un bambino di sei o otto anni sia un crimine orrendo e che se uno stato decide, sulla base di circostanze particolari e definite, che la pena di morte è almeno potenzialmente applicabile, questo non viola nostra Costituzione".
Con cinque voti a favore e quattro contrari, la Corte Suprema di Washington ha giudicato incostituzionale la pena di morte per lo stupro di minori, accogliendo il ricorso presentato da Patrick Kennedy, detenuto della Louisiana, condannato a morte per lo stupro della figliastra di otto anni, avvenuto nel 1998.
Anche il candidato repubblicano John McCain ha criticato la decisione della Corte: "Il fatto che da qualche parte in America ci sia un giudice che non ritiene che lo stupro di un bambino rappresenti il più orribile dei crimini, che merita la più seria delle punizioni, mi turba profondamente".
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