L'ex leader serbobosniaco dovrà rispondere di 11 capi d'accusa comprendenti il genocidio e i crimini di guerra davanti al Tribunale penale internazionale. Ora è nel carcere di Scheveningen
L'Aja, 30 luglio 2008 - Trasferito da Belgrado nelle prime ore del mattino, Radovan Karadzic da oggi è un carcerato della prigione di Scheveningen, in attesa di processo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.
L'arrivo dell'ex leader politico dei serbi di Bosnia al carcere del Tribunale Penale Internazionale dell'Aia, tra le ore 7.15 e le 7.45, chiude definitivamente il capitolo dell'impunità di Karadzic, latitante per 13 anni. Ma un altro sta per aprirsi, quello del processo: un capitolo che si annuncia tutt'altro che facile, sia per il Tribunale Onu sia per la Serbia, anche solo a giudicare dalle manifestazioni nazionaliste di ieri a Belgrado, finite con il ricovero in ospedale di 46 persone, 25 agenti di polizia e 21 manifestanti.
Stamattina il Tribunale per l'ex Jugoslavia ha confermato l'incarcerazione di Karadzic: "arrestato il 21 luglio 2008 in Serbia, è stato ammesso al centro di detenzione dell'Aia", precisa una nota del Tpi, senza dettagli sull'ora e sui metodi di trasferimento da Belgrado.
Resta il dubbio se l'ex leader serbo-bosniaco sia arrivato a Scheveningen a bordo di un cellulare alle ore 7.15 o di un elicottero partito dall'aeroporto di Rotterdam che si è posato nel cortile della prigione mezz'ora più tardi. Serviranno ora alcuni mesi per arrivare al processo vero e proprio. Karadzic, che dovrà rendere conto dei crimini compiuti sotto la sua regia durante la guerra di Bosnia (1992-95), in particolare del massacro di Srebrenica e dell'assedio di Sarajevo, rischia la condanna all'ergastolo.
Undici i capi di accusa che ripercorrono il capitolo più nero della storia recente dei Balcani: genocidio, persecuzioni, stermini, omicidi, deportazioni, diverse tipologie di atti disumani e prese di ostaggio. Molto improbabile che Karadzic si dichiari colpevole alla prima comparsa davanti alla Corte dell'Aia, che dovrebbe essere fissata al più presto. E' probabile che l'incriminato continui il suo silenzio, che gli venga assegnato un avvocato d'ufficio e che a quel punto possa disporre di 30 giorni di suo diritto prima di decidere definitivamente se rispondere o meno.
Tramite i suoi legali di Belgrado, Karadzic ha lasciato intendere di volersi difendere da solo: dovrà comunque fare richiesta scritta, e sarà la corte poi a decidere. Piccoli dettagli ancora tutti da definire, ma che ricordano già il processo a Slobodan Milosevic, interrotto dalla sua morte. L'ex presidente serbo era stato trasferito all'Aia il 29 giugno 2001, il processo era cominciato il 12 febbraio 2002, e non è mai stato portato a termine: l'accusato è morto l'11 marzo 2006, prima della fine del procedimento.
SENZA RICORSO
Il ricorso contro la sentenza di estradizione all'Aia di Radovan Karadzic non è stato mai inviato al Tribunale serbo per i crimini di guerra dove era detenuto fino stanotte. A fugare ogni dubbio è stato lo stesso avvocato dell'ex leader serbo bosniaco, Svetozar Vujavic, ai microfoni dell'emittente locale B92. "Era l'unico modo per ritardare la sua partenza dalla Serbia e permettere alla sua famiglia che è in Bosnia di fargli visita", ha detto.
IL PROCURATORE
L'ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, accusato di genocidio e crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale dell'Aia, domani alle 16 comparirà davanti al giudice Alphons Orie, che gli leggerà le imputazioni e gli chiederà se si dichiara colpevole o innocente. Lo ha annunciato il Tpi.
Il processo a Radovan Karadzic sarà "molto difficile e complesso", ha dichiarato oggi in conferenza stampa il Procuratore generale del Tribunale Penale Internazionale per i crimini nell'ex Jugoslavia (Tpi), Serge Brammertz, che ha parlato poche ore dopo la consegna dell'ex leader serbo-bosniaco ha ringraziato la Serbia per la cattura.
"E' un grande segnale di cooperazione" da parte di Belgrado, ha detto Brammertz, annunciando un prossimo incontro con le autorità serbe, all'inizio di settembre.
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