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Obama ha scelto Joe Biden come vice:
cattolico ed esperto di politica estera

Il compito del sessantacinquenne presidente della commissione Esteri della camera alta è quello di bilanciare alcuni punti deboli del senatore dell'Illinois, in primo luogo la sua giovinezza

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Joe Biden e Barack Obama New York, 23 agosto 2008  - L'argine ha tenuto per un tempo che è parso infinito, da martedì, quando il candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama ha detto di avere scelto un vice, ma di non voler svelarne il nome fino a tempo dovuto. Avrebbe voluto sussurrare il segreto con un sms ai suoi sostenitori per primi, in barba ai giornalisti in attesa e alle mille telecamere appostate di fronte alla casa dei papabili.

Ma Washington alla fine ha fatto a modo suo, con un crescendo di indizi che si sono rincorsi nella notte fino a quando una fonte anonima del clan di Obama non ha vuotato il sacco: sì, il candidato democratico alla vice presidenza è proprio il senatore del Delaware Joe Biden, un veterano del Congresso, dove ha passato più di trent'anni.
 

Il compito del sessantacinquenne Biden, presidente della commissione Esteri della camera alta, è quello di bilanciare alcuni punti deboli di Obama, in primo luogo la sua giovinezza.
 

Il grande talento politico e il carisma di Obama non sono bastati finora a convincere gli americani a voltare pagina dopo otto anni di George W. Bush, il più impopolare dei presidenti della storia recente. I sondaggi confermano l'incertezza sul conto di Obama tenendo a galla il candidato repubblicano John McCain.
 

Di più: Biden è un cattolico, in grado di rivolgersi a una fascia di elettorato che fino a oggi il giovane senatore di Chicago non ha saputo raggiungere, i bianchi dell'America profonda, la classe media del Midwest, i lavoratori e le massaie degli Appalachi. Sono gli stessi elettori che nella lunga stagione delle primarie a Obama avevano preferito l'ex first lady Hillary Clinton.
 

Sul piano caratteriale, forse, Biden porta a Obama le carte migliori. Il senatore del Delaware è un mastino, in grado di giocare duro contro gli avversari repubblicani, senza troppi timori di colpire sotto la cintura, consentendo a Obama di non sporcarsi le mani. In questo senso Biden sarà una sorta di 'Cheney' per Obama.
 

Il senatore di Chicago è stato il primo a paragonare il suo futuro vice all'attuale vice presidente Dick Cheney. Ha promesso che non gli delegherà il potere di prendere decisioni a sua insaputa, non potrà agire da solo senza alcun controllo, come ha fatto George W. Bush. Il mastino Biden alla Casa Bianca avrà la museruola, ma nei prossimi due mesi di campagna elettorale sarà libero di mordere a volontà.
 

La scelta di Biden comporta tuttavia alcuni rischi: il primo riguarda i sostenitori di Clinton, che hanno ancora il dente avvelenato per la sconfitta di misura nelle primarie. Non solo nel ticket democratico non c'è l'ex first lady, che ha ottenuto oltre 18 milioni di voti nelle primarie, ma non è stata scelta neppure l'altra donna in gara, la governatrice del Kansas Kathleen Sebelius. La delusione dei clintoniani potrebbe segnare una perdita di voti.
Biden è inoltre l'esempio migliore della vecchia guardia della politica di Washington, l'esatto contrario della promessa di cambiamento che ha rappresentato finora il leitmotiv della campagna di Obama. Il confronto tra il giovane democratico e il settantaduenne John McCain ora è meno nitido.

 

MCCAIN

La scelta di Joe Biden, uomo di grande esperienza, quale candidato vicepresidente dimostra che Barack Obama non è pronto a guidare la nazione. Questo il primo commento dello staff del rivale repubblicano John Mccain secondo cui Biden farà da balia a Obama. "Non c'è stati più feroce critico della mancanza di esperienza di Barack Obama di Joe Biden", ha detto il portavoce di McCain, Ben Porrit ricordando che il senatore del Delaware inizialmente si presentò alle primarie democratiche contro il collega dell'Illinois. "Biden ha denunciato la scarsa capacità di giudizio di Obama in politica estera e ha dedotto, secondo le sue stesse parole, che gli americani realizzeranno rapidamente che 'Barack Obama non è pronto a essere presidente".










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