In pochi credono che il dibattimento possa servire a far luce su mandanti e movente dell’uccisione della cronista. In condizioni disperate un suo collega che aveva denunciato la speculazione edilizia in un sobborgo di Mosca
Mosca, 17 novembre 2008 - Il processo per l’omicidio di Anna Politkovskaya sarà aperto al pubblico. Il giudice militare Yevgeny Zubov ha tuttavia avvertuito che "al primo sentore di pressioni sui giurati" le porte saranno chiuse "senza preavviso".
Sono in pochi a credere che il dibattimento possa servire a far luce su mandanti e movente dell’uccisione della giornalista, ma è già un passo avanti che sia caduta la richiesta della procura di celebrare il processo a porte chiuse perchè uno degli imputati, Pavel Ryaguzov, è un agente dell’Fsb.
Ryaguzov è sospettato di avere indicato al killer l’indirizzo di casa della Politkovskaya, ma questo gli è costato solo un’incriminazione per abuso d’ufficio. Gli altri tre imputati sono un ex detective della polizia, Sergei Khadzhikurbanov e due fratelli ceceni, Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, che pedinarono la giornalista nei giorni prima del delitto. Il killer, Rustam Makhmudov, è latitante e il mandante è ancora oggi nell’ombra.
"Mia madre era una giornalista ed è impossibile avere un processo a porte chiuse" aveva denunciato Ilya Politkovsky, figlio della vittima, "non c’è alcuna speranza che qualcuno faccia il nome del mandante: gli imputati non hanno avuto alcun contatto diretto con lui. È solo una banda criminale che ha agito per soldi".
I legali della famiglia Politkovskya vogliono che il presidente ceceno Ramzan Kadyrov sia chiamato a deporre. Il suo nome compare più volte nelle testimonianze e nei dossier.
"Sentirlo è importante per il processo" ha detto l’avvocato Moskalenko. Inoltre i figli della giornalista uccisa - Ilya e vera - hanno chiesto agli imputati un risarcimento pari a 290mila euro.
Intanto è in fin di vita il giornalista russo, Mikhail Beketov, che nei giorni scorsi è stato aggredito da sconosciuti dopo aver ripetutamente denunciato la speculazione edilizia in un sobborgo di Mosca. L'uomo, direttore del quotidiano ‘Khimkinskaia Pravda’, pubblicato nel sobborgo di Khimki, era stato trovato il 13 novembre svenuto e coperto di sangue, con diverse fratture, in una strada vicino alla sua abitazione.
I medici dell’ospedale di Mosca dove è stato ricoverato gli hanno amputato una gamba e hanno dovuto rinviare un altro intervento a causa delle sue gravi condizioni. "Mikhail si trova tra la vita e la morte", ha riferito per telefono alla Reuters una sua amica.
Beketov ha scritto una serie di articoli fortemente critici sulla speculazione edilizia in atto nella sua zona, un tempo un paesello fuori Mosca, ora diventato a tutti gli effetti un quartiere della capitale, con grattacieli che hanno usurpato boschi e aree verdi. L’anno scorso era già stato vittima di un’aggressione e all’inizio dell’anno era stato querelato per diffamazione da alcuni costruttori vicini alla municipalità moscovita. L’associazione Reporter senza frontiere ha denunciato che telefonate minatorie sono state fatte all’ospedale dove è ricoverato il cronista.
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