Strage di palestinesi rifugiati in una scuola. Al Qaeda incita a colpire Israele e l’Occidente. Ban Ki-moon si recherà la prossima settimana in Medio Oriente. Il Venezuela espelle l'ambasciatore israeliano. Obama: "Sono molto preoccupato". Israele aprirà dei "corridoi umanitari"
Ginevra, 6 gennaio 2009 - A Gaza non si ferma l’offensiva israeliana. Sotto i bombardamenti di Tsahal, l’esercito con la stella di Davide, nel giro di poche ore sono finite due scuole gestite dall’Onu. C’è stata una strage nell’istituto Al-Fakura, nel campo profughi di Jabaliya (nel nord della Striscia), dove centinaia di civili avevano cercato rifugio: secondo l’Onu i morti sono almeno 30, per la maggior parte donne e bambini.
Due proiettili sparati da carri armati sarebbero esplosi davanti alla scuola, investendo con le schegge molte persone all’interno e all’esterno. Secondo altre fonti l’esplosione sarebbe stata causata da quattro razzi sparati da un velivolo. Testimoni raccontano che al momento dell’attacco centinaia di civili erano nei dintorni dell’edificio. Un ufficiale israeliano, parlando sotto anonimato, ha spiegato che i suoi uomini sono stati attaccati da combattenti che si nascondevano nell’edificio che oltretutto, sempre secondo questa versione, era usato anche come arsenale clandestino.
Un raid aereo, nella nottata fra lunedì e martedì, ha colpito un altro istituto dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) nel campo profughi di Shati, a Gaza City: hanno perso la vita tre civili palestinesi che insieme a molti altri, circa 450, vi avevano cercato un riparo. Fonti ospedaliere palestinesi avevano dato notizia di una terza scuola raggiunta in mattinata vicino a Khan Yunis (nel sud della Striscia) da un obice israeliano che avrebbe ucciso altre due persone, ma la notizia non ha mai trovato conferma da parte dei portavoce delle Nazioni Unite.
Intanto sul fronte dei combattimenti è partito l’assedio a Khan Yunis, una delle roccaforti di Hamas. Duri scontri fra miliziani palestinesi e reparti dell’esercito israeliano sono iniziati all’alba nel sud della Striscia e a Deir el-Balah e Bureij, nella zona centrale. A Deir el-Balah l’artiglieria navale ha provocato almeno dieci morti. Un’emittente palestinese ha diffuso la notizia che alcuni miliziani sono riusciti ad abbattere un aereo senza pilota israeliano. Secondo un sito internet, Hamas avrebbe passato per le armi alcuni palestinesi che da Gaza avrebbero aiutato l’incursione israeliana.
Almeno 12 civili, tutti membri di una stessa famiglia, sono stati uccisi in un raid aereo che ha colpito con due missili la casa in cui abitavano a Gaza città, nel quartiere di Zeitun. Morti sette bambini, da uno ai dodici anni, tre donne e due uomini. Secondo testimoni nella casa abitava un comandante di Hamas. Nell’attacco, che ha danneggiato una decina di case vicine, è stato ucciso anche un passante. La battaglia è ormai al culmine e da lunedì nel capoluogo della Striscia si combatte strada per strada.
Il bilancio dell’operazione ‘Piombo fuso’, lanciata dagli israeliani contro Hamas il 27 dicembre, secondo fonti di Gaza è salito a 635 palestinesi morti e 2mila 700 feriti. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha denunciato una “totale” crisi umanitaria. Il responsabile delle operazioni del Cicr, Pierre Kraehenbuehl ha affermato che la situazione dei civili palestinesi è “estrema e traumatica”.
John Ging, capo dell’Onu a Gaza, ha assicurato che le Nazioni Unite avevano fornito le coordinate di tutte le loro postazioni nella Striscia ai militari israeliani per essere sicuri di non essere colpiti. Lo stesso Ging ha poi dato notizia di dieci persone rimaste ferite in una struttura sanitaria dell’Onu al campo profughi di Boureij - fra cui sette membri dello staff e tre pazienti - quando i proiettili dell’artiglieria israeliana hanno colpito senza preavviso una palazzina adiacente.
Il coordinatore dell’Onu per gli interventi umanitari nei territori palestinesi, Maxwell Gaylard ha chiesto un’inchiesta sull’accaduto. Anche la Croce Rossa ha riferito di un’infermeria raggiunta dai colpi israeliani che avrebbero ferito un operatore sanitario. ”Questa non è una crisi, è un disastro” ha commentato un funzionario dell’azienda che gestisce i rifornimenti idrici nella Striscia, Munzir Shiblak, precisando che circa 800mila residenti fra Gaza città e le parti settentrionali del territorio (che in tutto ha circa un milione e 400mila abitanti) da oggi non hanno più accesso all’acqua corrente.
Sul fronte opposto, a Gedera, città a 30 chilometri da Tel Aviv, un razzo Grad sparato dai palestinesi ha ferito leggermente una neonata israeliana di tre mesi. Altri 5 razzi sono caduti nella regione di Eshkol, uno ha colpito l’area di Netivot senza causare danni. Lunedì circa 40 razzi avevano colpito il sud di Israele.
OLMERT: "ISRAELE APRIRA' DEI CORRIDORI UMANITARI"
Israele aprirà dei "corridoi umanitari" verso la striscia di Gaza. Lo ha annunciato l’ufficio del primo ministro, Ehud Olmert.
"Al fine di prevenire una crisi umanitaria nella Striscia di Gaza", si legge in una nota, "il primo ministro Ehud Olmert ha deciso di adottare una proposta, fatta dalle forze di sicurezza, di aprire un corridoio umanitario nella Striscia di Gaza per assistere alla popolazione".
"Questo significa", si spiega, "aprire delle aree per periodi limitati di tempo durante i quali la popolazione sarà in grado di ricevere aiuti e rifornimenti". Il programma specifico sarà annunciato dal coordinatore israeliano per le operazioni civili, che opera all’interno del ministero della Difesa.
OBAMA: "SONO PREOCCUPATO, PARLO DOPO IL 20 GENNAIO"
Barack Obama, che aveva fino a ora mantenuto il silenzio sul Medio Oriente, ha deciso di parlare a poche ore dalla strage contro la scuola Onu di Jabaliya dove hanno perso la vita circa una trentina di palestinesi. "La perdita di vite civili a Gaza e Israele - ha affermato il presidente eletto parlando con i giornalisti - è fonte di grande preoccupazione per me. Dopo il 20 gennaio - ha poi aggiunto ribadendo il suo impegno di parlare di politica estera solo una volta insediatosi - avrò molto da dire su questo argomento. All’inizio del nostro mandato - ha aggiunto - saremo impegnati efficacemente e in maniera consistente per cercare di risolvere la crisi in Medio Oriente. E un mio impegno".
GLI USA: "CESSATE IL FUOCO"
Un cessate il fuoco che sia "duraturo, sostenibile e non a tempo": è la richiesta avanzata dagli Stati Uniti di fronte all’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. "Senza dubbio vorremmo un cessate il fuoco immediato" ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Sean McCormack.
AL QAEDA: "COLPITE GLI INTERESSI SIONISTI E CROCIATI"
Ayman al Zawahiri ha incitato i musulmani a colpire Israele e l’Occidente in segno di rappresaglia contro l’offensiva dello Stato ebraico nella Striscia di Gaza. "Colpite gli interessi dei sionisti e dei crociati ovunque siano e in qualsiasi modo riusciate a farlo", ha affermato il numero due di al Qaeda in un audio diffuso sul web.
ONU, BAN KI-MOON: "PROFONDAMENTE ALLARMATO"
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, intende recarsi la prossima settimana
in Israele e nei territori palestinesi, oltreche' in alcuni paesi arabi tra i quali verosimilmente Siria ed Egitto.
Ban ki-moon si è detto "profondamente allarmato" dagli attacchi israeliani contro le scuole delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. "Questi attacchi delle forze militari, che hanno messo in pericolo le strutture Onu che fanno da rifugio, sono totalmente inaccettabili e non devono essere ripetuti", si legge in una nota. "Dopo i primi attacchi", si continua, "il governo israeliano è stato avvertito che le sue operazioni stavano mettendo in pericolo i compound Onu". "Sono profondamente allarmato che, malgrado questi sforzi ripetuti, si sia arrivati alla tragedia di oggi".
VENEZUELA, ESPULSO L'AMBASCIATORE DI ISRAELE
Il Venezuela ha annunciato di aver espulso l’ambasciatore di Israele come protesta all’offensiva nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri.
"Il Venezuela", si legge nella nota del ministero degli Esteri, "ha deciso di espellere l’ambasciatore israeliano (Shlomo Cohen) e parte dello staff dell’ambasciata israeliana, per ribadire il suo appello alla pace e al rispetto del diritto internazionale".
L'EGITTO PROPONE PIANO DI PACE IN TRE PUNTI
L’Egitto ha annunciato un piano per la Striscia di Gaza che prevede un immediato cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas, cui seguirà l’avvio di colloqui per definire le questioni di più lungo termine, compreso il blocco dei valichi. Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha presentato la proposta, al termine di un incontro a Sharm el-Sheikh con il collega francese, Nicolas Sarkozy.
Il piano non fa alcun riferimento ad alcune questioni di cui i diplomatici discutono da giorni, come l’invio di un contingente internazionale che vigili sulla fine delle ostilità. E Mubarak non ha spiegato quale ruolo Hamas dovrebbe svolgere nei colloqui e se vi parteciperà come interlocutore.
Ecco i tre punti della proposta:
- Israele e le fazioni palestinesi dovrebbero accettare un cessate-il-fuoco immediato per un periodo limitato, che permetta il passaggio agli aiuti umanitari diretti a Gaza e dia all’Egitto tempo per continuare i suoi sforzi per raggiungere un cessate-il-fuoco completo e duraturo.
- L’Egitto inviterà sia Israele sia la parte palestinese ad un incontro d’emergenza al fine di raggiungere accordi e garanzie per fare in modo che l’attuale escalation non si ripeta e affrontare le cause, comprese la protezione del confine, la riapertura dei valichi e la rimozione del blocco.
- L’Egitto esorta nuovamente l’Autorità nazionale palestinese e tutte le fazioni palestinesi a rispondere al suo appello e raggiungere una riconciliazione nazionale.
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